Salute

Il Rettore UniPa Massimo Midiri: ” Il Sant’Elia di Caltanissetta, già DEA di 2° Livello, è destinato a diventare un policlinico attraverso un processo graduale”

di Giuseppe Scibetta - La Sicilia

Il Rettore UniPa Massimo Midiri: ” Il Sant’Elia di Caltanissetta, già DEA di 2° Livello, è destinato a diventare un policlinico attraverso un processo graduale”

Dom, 21/04/2024 - 12:29

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Vi proponiamo come “Rassegna Stampa”, l’intervista di Giuseppe Scibetta al Magnifico Rettore dell’Università di Palermo Prof. Massimo Midiri, pubblicata oggi domenica 21 aprile 2024 sulle pagine del quotidiano La Sicilia. L’intervista chiarisce il tema tanto dibattuto in questi giorni a Caltanissetta: cosa diventerà l’ospedale Sant’Elia.

Il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri fa chiarezza sulla questione che in questi giorni è diventato l’argomento più discusso a
Caltanissetta, con la notizia che l’ospedale “Sant’Elia” diventerà per effetto del protocollo sottoscritto con il presidente della Regione Renato Schifani – Polo didattico territoriale dell’ateneo palermitano.
Come avverrà praticamente questa fase di crescita del nosocomio nisseno?
Non è esatto pensare e dire che a Caltanissetta ci sarà il secondo Policlinico palermitano o il quarto Polo universitario della Sicilia – spiega il prof. Midiri – poiché la logica di questo protocollo d’intesa è che i posti letto del “Sant’ Elia” verranno aggregati funzionalmente al Policlinico di Palermo, con una logica sottesa e cioè che i posti ancora vacanti di primario del nosocomio nisseno (e ce ne sono ancora alcuni) e che si renderanno liberi in futuro potranno essere sostituiti da professori universitari. In conseguenza di ciò e ragionevolmente prevedibile che nell’arco di quattro, cinque anni, anche perché tra l’altro alcuni dei primari in servizio sono prossimi alla pensione, il “Sant’Elia” potrà usufruire della presenza di diversi professori universitari, e quindi nell’ospedale nisseno oltre all’assistenza sanitaria si potrà fare didattica ed assistenza in maniera integrata e potranno anche essere avviate le scuole di specializzazione.
Nei fatti quindi l’ospedale nisseno che è già un DEA di Secondo livello, è
destinato a diventare un policlinico però attraverso un processo gradua
le e non come una macchina che si accende immediatamente”.

“A volte, come e stato detto anche da alcuni politici di Enna che hanno
ribadito che faranno il policlinico – aggiunge il rettore di Palermo – molti hanno l’idea che si tratta di una struttura metafisica che uno attiva da un momento all’altro senza un processo preventivo. A Caltanissetta il processo avrà luogo, e questa è anche la conseguenza del fatto che nel capoluogo nisseno da 22 anni c’è un corso di Medicina; in conseguenza di ciò i ragazzi che frequentano tale corso di laurea presto frequenteranno un ospedale dove il tutor non sarà soltanto un primario ospedaliero ma anche un professore universitario».

Sarà dunque un processo che si evolverà nel tempo…
«Certamente, e crescerà attraverso una progressiva clinicizzazione delle
strutture e attraverso i professori – aggiunge il prof. Massimo Midiri –
con concorsi che in futuro saranno destinati a docenti universitari. Come sarà avviato questo processo? Cominceremo con qualche professore e daremo il via ad altri contenuti. Di quali vantaggi potrà usufruire la comunità di Caltanissetta? Innanzitutto nel capoluogo nisseno ci saranno degli specializzandi che saranno d’area e in molti casi saranno residenti del territorio, per cui va considerato anche il fatto che lo specialista che si formerà a Caltanissetta nella maggior parte dei casi continuerà a lavorare nel capoluogo nisseno, evitando così anche di subire l’umiliazione da parte di chi prima vince un concorso e poi sta solo tre mesi per decidere subito dopo di tornare a Palermo, Siracusa o a Catania. C’è poi un altro a- spetto positivo: Caltanissetta avrà una struttura che comincerà a produrre ricerca, perché il professore universitario fa anche questo di mestiere, e quindi dalla sua esperienza professionale, dai pazienti seguiti, tirerà fuori un lavoro scientifico che potrà diventare una progressione della ricerca scientifica in ambito medicale. Attualmente il primario ospedaliero che opera nel capoluogo nisseno non ha questo obiettivo, ma pensa solamente a risolvere il problema dei pazienti, facendo in modo di guarirli per mandarli a casa, e basta. A breve si potrà produrre anche ricerca, per cui il “Sant’Elia” diventerà come tutti i policlinici una struttura che produrrà e creerà una didattica innovativa e darà vita ad una formazione professionale migliore”.

“Ovviamente i primari ospedalieri ancora in servizio restano – sottolinea il Rettore – e interagiranno in una struttura ibrida in cui ci saranno primari universitari e medici ospedalieri, così come avviene anche al policlinico di Palermo, dove ci sono entrambe le figure professionali. Mi pare che a Caltanissetta ci sono al momento 4 posti di primario vacanti da quello che mi è stato detto nel corso dell’ultimo incontro che ho avuto. Altri potrebbero crearsi nell’immediato futuro”.