La SS 640, strada degli scrittori. Il consigliere comunale Salvatore Licata: “Caltanissetta, tagliata fuori”

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LicataCALTANISSETTA – Riceviamo e pubblichiamo.

Lodevole l’iniziativa di intitolare la strada statale 640 “ La Strada degli Scrittori” prendendo spunto dall’idea del giornalista Felice Cavallaro che da tempo vede in quella strada il fil rouge che unisce cultura e turismo attraverso i luoghi dove sono nati o hanno vissuto Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Pier Maria Rosso di San Secondo.

La brillante iniziativa, sposata ufficialmente dall’Anas qualche giorno fa in occasione dell’attribuzione della cittadinanza onoraria agrigentina ad Andrea Camilleri, contrariamente a quanto si voglia far credere, è una provocazione per la Città di Caltanissetta che da tale iniziativa è di fatto tagliata fuori.

A dimostrarlo sono le seguenti considerazioni.

La SS 640, per come progettata, “scansa” la Città attraverso una lunghissima galleria. Ciò diverrebbe, tuttavia, trascurabile se intervenissero opere volte a compensare, oltre ai gravi e perduranti disagi causati alla popolazione per i lavori in corso, anche quelli riconducibili appunto all’allontanamento dell’arteria dal centro abitato.

Invece, dalle già misere opere previste in occasione dei tavoli rivendicativi tra la ditta concessionaria ed il Comune di Caltanissetta sembrerebbero escluse proprio quelle relative al collegamento della SS 640 alla Città ed, in particolare quella strada che da Anghillà o dal bivio La Spia  permetterebbe il raggiungimento della zona di Santo Spirito.

Illogico e paradossale escludere l’unica opera che, tra quelle previste, avrebbe una relazione diretta con la SS 640 e, quindi, una funzione realmente compensativa.

Illogico e paradossale escludere una via di collegamento che permetterebbe a chiunque percorresse la tanto osannata “Strada degli Scrittori”  di raggiungere agevolmente ed in pochi minuti, attraversando l’Abbazia di Santo Spirito ed il Museo Archeologico, il centro storico della Città in cui si trova la scuola – sede del compianto Parco Letterario di Regalpetra – dove ha studiato Leonardo Sciascia e quelle vie – il Corso Vittorio Emanuele ed il Corso Umberto – dove lo scrittore si è formato nei primi anni della sua carriera letteraria.

Oltre al grande respiro economico che, dalla realizzazione di tale collegamento, avrebbe l’area riconducibile al Villaggio Santa Barbara e alla via Xiboli che oggi, ahimè, rappresentano un vuoto a perdere per la Città.

Tutto dipende da quale idea di Città si ha. Se abbiamo in mente una Città cosmopolita, aperta al progresso, collegata con il Mondo, allora iniziamo con le vie di collegamento fondamentali e più vicine alla Città.

L’inaccettabile ritardo nella riapertura della bretella deve rappresentare il motivo principale per pretendere un’opera – e quella di Anghillà rappresenterebbe la più facilmente realizzabile – che ci risarcisca in termini morali e materiali di un danno inestimabile che la Città, già sfiancata, sta supinamente subendo.

Solo con una seria opera infrastrutturale di collegamento tra la SS640 e la zona est della Città potremo parlare di un progetto di valenza turistica ed economica, del quale anche Caltanissetta sia concretamente protagonista.

Salvatore Licata Consigliere Comunale

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4 Commenti

  1. Se questa vicenda dovesse concludersi senza nessuna opera di compensazione, ipotesi che giorno dopo giorno si va concretizzando, la potranno chiamare anche la strada degli impostori

  2. È proprio una vergogna, una cosa gravissima, cambiare il nome e non coinvolgere l’amministrazione di Caltanissetta, forse lo hanno fatto perché sanno che siete impegnatissimi a seguire i lavori, lo hanno fatto per non caricarvi oltremodo di lavoro.
    Per quando riguarda la galleria che bypassa la citta’ e non passa sotto casa di uno dei personaggi o luoghi che lei ha nominato mi pare proprio ridicolo.
    Pensi che il raccordo Anulare di Roma non passa dal Vaticano proprio una vergogna.
    Si faccia una passeggiata la strada finisce prima di Porto Empedocle e non passa dentro Agrigento o qualche altro paese.
    Se vuole fare qualcosa veda se ci sono penali per i ritardi e si accordi per le opere che cita.
    Ovviamente prima dovrebbero finire i lavori, perche’ ci piace viaggiare con l’auto anziché gli efficientissimi e diversificati mezzi pubblici che tutte le amministrazioni passate e presenti hanno contribuito a sviluppare facendo delle provincie di Caltanissetta ed Agrigento il fiore all’occhiello di tutta Europa.

  3. Che Licata non abbia il dono dell'”approfondimento”, essendo politico di stampo democristiano d’altri tempi, e’ risaputo ma in merito allo svincolo di Angjilla’ ha ragione da vendere. Solo un Sindaco inconcludente come questo poteva farsi prendere in giro da pwrsone come quelle che stanno gestendo quest’opera. E che ci stanno continuamente prendendomper i fondelli.

  4. Ogni tanto ti svegli, butti lì un argomento a caso… a quale scopo??? Cercare di convincere chi ti ha votato che se questa amministrazione è un fallimento tu non hai colpa???? Mah che vane speranze!!!! Spero che la gente capisca che la colpa è tutta del Consiglio Comunale e che alla prossima tornata elettorale non confermi nessuno degli attuali consiglieri!!!

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