PALERMO (ITALPRESS) – “La nomina dell’onorevole Nino Minardo a commissario regionale di Forza Italia in Sicilia rappresenta una garanzia di equilibrio e moderazione. Sono certo che saprà organizzare e ristrutturare il partito, per superare le frammentazioni interne e consolidare il ruolo guida nella Regione e nell’ambito della coalizione di centrodestra. La rifondazione di Forza Italia passa attraverso la valorizzazione della meritocrazia, delle competenze e dell’integrità morale: non è più tempo per le rendite di posizione e per le carriere costruite sull’appartenenza. Seguendo le indicazioni del segretario nazionale Antonio Tajani, il partito punta a una classe dirigente regionale ben preparata, pronta a recepire le istanze dei territori e in costante dialogo con gli amministratori locali”. Così, in una intervista al giornale online ilSicilia.it, il deputato regionale di Forza Italia, Marco Intravaia.
“Le continue adesioni – sottolinea – confermano la capacità attrattiva di Forza Italia, oggi unico vero partito moderato, liberale e centrista, e il lavoro di radicamento che stiamo promuovendo, quotidianamente, nei territori. La premessa della mia proposta politica è ascoltare i cittadini e conoscere da vicino le loro esigenze. Per questo credo in una politica fatta di presenza, confronto e ascolto, non che si ricordi dei territori soltanto alla vigilia delle elezioni. E’ anche così che si può recuperare quel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni che negli ultimi anni si è notevolmente indebolito. L’esperienza maturata in questi anni mi consente di avere un dialogo costante con gli amministratori locali, che sono ogni giorno al fianco delle comunità e conoscono bene le esigenze dei loro territori. Da questo confronto nasce una proposta politica concreta, capace di trasformare le istanze dei cittadini in idee e iniziative. E’ questa la nostra forza: esserci, ascoltare e lavorare. Ed è anche grazie a questo metodo che la squadra continua a crescere, aprendosi a nuove energie e a persone che scelgono di condividere il nostro progetto”.
“Non credo – aggiunge Intravaia – si debba mettere in discussione la candidatura del presidente uscente, soprattutto quando ha lavorato bene. La continuità è un valore importante. Non ho condiviso, a suo tempo, la scelta di interrompere l’azione di Governo di Musumeci e di certo non ho cambiato idea ora riguardo alla continuità del Governo Schifani. Per questo non vedrei con favore una scelta che impedisse oggi la sua ricandidatura. E’ chiaro che ogni altra decisione spetterà esclusivamente al presidente Renato Schifani e ai partiti della coalizione”.
“Capisco che ‘il toto-nomì – prosegue – possa appassionare il pubblico, ma ribadisco che in questo momento non è in discussione la ricandidatura del presidente Schifani. In ogni caso, se lui dovesse decidere diversamente, è chiaro che Forza Italia intende continuare ad esprimere la guida del Governo della Regione e ha tutte le carte in regola per mettere in campo proposte valide, di spessore e vincenti. Come ad esempio, i nomi che lei ha prima citato”.
In merito ai lavori dell’Ars, “purtroppo questa è una legislatura che ha vissuto – e continua a patire – fibrillazioni e divisioni interne alla maggioranza su alcuni temi. Questi sono i motivi principali che hanno causato gravi battute d’arresto a riforme approdate in aula”, evidenzia Intravaia, che ribadisce la sua posizione sulla burocrazia: “Partiamo dal presupposto che ritengo certa burocrazia uno dei mali di questa terra, senza volere generalizzare, ovviamente. E’ una sensibilità diffusa in Forza Italia, come evidenziano le recenti parole del segretario Antonio Tajani. Da qui la mia posizione sul ddl ‘dirigenza regionalè. La mia idea sarebbe stata quella di avere una fascia unica della dirigenza, come accade in tutte le regioni italiane. Questo permetterebbe di scegliere i dirigenti generali dell’amministrazione regionale attingendo a una platea molto più ampia. Voglio essere chiaro: non sono contro la riforma, così come non sono contro i direttori generali. Auspicherei solo che la nuova norma consentisse a tutti quelli che posseggono i requisiti di ambire alla dirigenza di prima fascia e, quindi, alla dirigenza generale: per il 50% a tutti i dirigenti della Regione – che passerebbero già in automatico dalla terza fascia, che sarà soppressa, alla seconda – e che il restante 50% fosse messo a bando all’esterno, consentendo a tanti giovani di potere fare il loro ingresso nell’amministrazione regionale. Il problema di questa riforma in discussione non è l’applicazione della stessa in fase definitiva, che recepirebbe le normative nazionali, ma in fase transitoria, è lì che si cela il rischio di un automatismo che porterebbe ad un elenco bloccato di 33 dirigenti generali. Una sorta di ‘castà di dirigenti generali a vita. Capisco che per i non addetti ai lavori tutto ciò possa apparire poco chiaro e molto tecnico, ma quello a cui punto è la meritocrazia, perchè questa riforma inciderà in maniera significativa sul futuro dell’amministrazione regionale e, quindi, dei siciliani”.
Sulla questione morale, commenta: “Sono sotto gli occhi di tutti le diverse inchieste giudiziarie che hanno colpito questa legislatura. La nostra Costituzione ci impone di restare garantisti fino all’ultimo grado di giudizio, ma sulla questione le Istituzioni e i partiti devono mantenere un’attenzione molto alta”. E in merito alle dichiarazioni del Procuratore di Palermo Maurizio De Lucia in occasione di un allarme sollevato sul sistema carcerario, commenta: “Non ho preso le difese di De Lucia, semplicemente perchè non credo che il Procuratore abbia bisogno di avvocati difensori. Ho condiviso, piuttosto, il suo allarme sulle carceri e non ho apprezzato l’attacco del ministro della Giustizia al Procuratore di Palermo. Punto”.
“La mafia ha subito negli ultimi anni grandi battute d’arresto, ma purtroppo – osserva Intravaia – è ancora viva e presente come ci dimostrano tanti fenomeni preoccupanti, raccontati dalle cronache, nonostante il lavoro instancabile di magistratura e Forze dell’ordine. Non bisogna abbassare la guardia sia sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio, che sul piano della corruzione, come svelato dalle inchieste. I numerosi passi in avanti sono merito dei tanti servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro coraggio e di quelli che ogni giorno continuano ad operare nel silenzio, ma le Istituzioni devono rimanere vigili. La nostra speranza sono i tanti giovani molto più consapevoli e cresciuti in un clima diverso, loro rappresentano il futuro di questa terra”. Poi, conclude: “In questo scorcio di legislatura la priorità deve essere una sola: trasformare i tanti risultati ottenuti in questi anni sul piano economico e del risanamento in nuove opportunità per la Sicilia. I conti in ordine e le risorse recuperate sono un risultato importante del lavoro del governo di centrodestra. Adesso dobbiamo usarle per sostenere la crescita, creare nuovi posti di lavoro e rendere i nostri territori più attrattivi per imprese, investimenti e giovani”.
– foto ufficio stampa Intravaia –
(ITALPRESS).

