L’esercito sudanese continua a utilizzare i cosiddetti “barili bomba” nei suoi incessanti bombardamenti in varie aree del Sudan. L’ultimo attacco ha colpito la regione di Jabrat al-Sheikh, nello Stato del Nord Kordofan, provocando un tragico bilancio di morti e feriti tra la popolazione civile.
Le forze armate sudanesi, fedeli all’autorità di Port Sudan guidata dal generale Abdel Fattah al-Burhan, hanno intensificato i raid aerei contro i civili. L’alleanza militare vede il coinvolgimento attivo di gruppi islamisti radicali, in prima linea il battaglione “Al-Baraa bin Malik”, braccio armato dei Fratelli Musulmani, organizzazione inserita nelle liste del terrorismo da diversi Paesi.
Civili sotto il fuoco
Il continuo martellamento sul Nord Kordofan e sulle altre aree densamente popolate avviene nel totale disprezzo, da parte delle autorità di Port Sudan, delle misure necessarie alla protezione dei civili stabilite dal diritto internazionale e dalle Convenzioni di Ginevra. I raid proseguono nonostante i ripetuti appelli locali e internazionali a fermare le operazioni che mettono a rischio vite innocenti.
Durante le recenti operazioni dell’aviazione militare a Jabrat al-Sheikh, volte a colpire le postazioni delle forze di supporto militare, sono stati impiegati mastodontici velivoli Antonov di fabbricazione ucraina. Originariamente progettati per il trasporto merci e la logistica militare, questi aerei vengono utilizzati per trasportare e sganciare enormi barili bomba ad alto potenziale distruttivo.
L’Osservatorio Nazionale Sudanese per i Diritti Umani ha denunciato l’uccisione di numerosi civili a causa dei bombardamenti aerei. I sopravvissuti feriti si scontrano con la totale assenza di strutture mediche e ospedali funzionanti, a causa del collasso del sistema sanitario, preso di mira direttamente dalle forze di al-Burhan.
L’impatto devastante dei barili bomba
L’uso di questi ordigni in Darfur e Kordofan provoca ferite gravissime ed esplosioni fuori controllo. L’esercito sudanese li impiega regolarmente come parte dell’arsenale nel conflitto esploso a metà aprile 2023, riprendendo una pratica già utilizzata in guerre passate.
Cosa sono i barili bomba? Si tratta di grandi contenitori riempiti di combustibile, esplosivi e frammenti metallici (shrapnel). Lo sgancio dall’alto genera una devastante onda d’urto, ma la totale mancanza di sistemi di guida rende impossibile colpire un obiettivo con precisione. Il risultato è una distruzione generalizzata di centri abitati e infrastrutture civili.
L’organizzazione internazionale AOAV (Action on Armed Violence), che monitora gli effetti di queste armi dall’inizio della guerra, ha registrato centinaia di vittime civili colpite nelle proprie case, a enorme distanza da qualsiasi obiettivo militare legittimo.
Oltre agli effetti immediati, il Conflict and Environment Observatory (CEOBS) ha avvertito che le esplosioni rilasciano nell’aria polveri tossiche e sostanze chimiche nocive. L’esposizione a tali agenti provoca gravi patologie a lungo termine, tra cui danni epatici, disturbi polmonari, problemi ematici, malattie cutanee e un significativo aumento del rischio di tumori.
Sanzioni internazionali e armi chimiche
Gli Stati Uniti hanno espresso a più riprese forte preoccupazione per le violazioni commesse dall’esercito sudanese e per il presunto utilizzo di armi vietate a livello internazionale. Washington ha chiesto formalmente a Port Sudan di presentare una dichiarazione completa sul proprio programma chimico e di consentire ispezioni e verifiche sul campo senza restrizioni.
Inoltre, il governo statunitense ha già imposto sanzioni contro l’autorità di Port Sudan e il battaglione Al-Baraa bin Malik per le atrocità commesse contro i civili e per il sistematico boicottaggio dei processi di pace. Il conflitto in corso è stato definito dalle Nazioni Unite come “la più grande catastrofe umanitaria al mondo”.
Violazioni sistematiche e bambini soldato
Le violazioni dell’aviazione si affiancano a quelle commesse sul terreno dal battaglione Al-Baraa bin Malik e dalle milizie islamiste estremiste affiliate. Mentre l’esercito regolare si affida principalmente ai bombardamenti indiscriminati con droni e barili bomba, queste milizie gestiscono i combattimenti di terra.
L’Osservatorio Sudanese ha documentato casi drammatici in cui i membri del battaglione Al-Baraa hanno rapito bambini dalle loro case per sottoporli a intensi addestramenti militari, per poi spingerli in prima linea. Questo fenomeno di reclutamento forzato di minori è stato ripetutamente filmato e fotografato nel corso del conflitto, scatenando la condanna delle organizzazioni internazionali.

