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Mafia, il Procuratore capo di Palermo De Lucia: “Il sistema carcerario non funziona, apportare correttivi al 41 bis”

Redazione 3

Mafia, il Procuratore capo di Palermo De Lucia: “Il sistema carcerario non funziona, apportare correttivi al 41 bis”

Mar, 28/07/2026 - 13:04

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“Se noi consentiamo ai mafiosi di continuare dal carcere a fare i mafiosi anche l’attività delle forze di polizia, le misure cautelari, i processi che noi facciamo non hanno il risultato che invece dovremmo avere e il sistema del 41 bis funziona con dei correttivi che vi si possono apportare, ma il problema è che funzionerebbe meglio se funzionassero bene i due livelli dell’alta e della media sicurezza, perché questo consentirebbe ad esempio di non richiedere il regime del 41 bis per soggetti che probabilmente non hanno il carisma e la capacità di governo che hanno i veri capi delle organizzazioni mafiose, ma rispetto ai quali per impedirgli appunto che telefonicamente ordini o attentati in giro per le città. Il sistema non funziona”. E’ la denuncia del Procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia davanti alla Commissione nazionale antimafia. “Qui nessuno fa polemiche nei confronti di nessuno, però io ho una serie di fatti, fatti peraltro su quelli che ho investigato, perché io i fatti non mi limito a denunciarli io prima raccolgo perché sono notizie di reato poi li processo – dice – poi però, ho anche un dovere di rappresentare che non si tratta di fare singoli processetti per il singolo telefono trovato in carcere, ma si tratta di rappresentare in spirito collaborazione con tutte le istituzioni della Repubblica, che questo è un problema e a questo problema in qualche modo dobbiamo mettere mano”. “A proposito dei droni sul solo carcere di Pagliarelli e di Ucciardone, i due carceri di Palermo, nel 2025 e metà 2026 noi abbiamo rinvenuto, perché sarebbero dovuti entrare con un drone, 26 telefoni nel 25 nel carcere di Pagliarelli 129 telefoni nel 25 nel carcere Ucciardone e 47 nell’ultimo semestre, sempre nel carcere Ucciardone. Questi sono i droni che hanno fallito in qualche modo l’atterraggio del telefono- dice – evidentemente ce ne sono molti altri che invece non falliscono. Tant’è che poi la somma complessiva dei telefoni che noi abbiamo ritrovato all’interno delle case circondariali della Sicilia sono questi: soltanto per Palermo parliamo di 297 apparecchi. Nel 2025 e metà 2026 ma ripeto questo è un dato di quelli che abbiamo trovato perché poi ci sono quelli che non abbiamo trovato e poi ci sono quelli che si trovano in tutte le altre carceri della Sicilia e dell’Italia, quindi è un fenomeno evidentemente che non si può più governare in questo modo”. (Ter/Adnkronos) 

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