(Adnkronos) – A guardarla bene ricorda un 'disco volante' e in effetti fu creata per la prima volta nel 1955 proprio dopo un presunto avvistamento di Ufo sopra lo stadio di Firenze, da una trafila in bronzo realizzata a Pistoia. Un'origine curiosa per un originale formato di pasta lanciato sul mercato quest'anno con il nome 'Riccioli', che è l'ultimo nato in casa 'Tirrena', brand d'eccellenza creato nel 2023 dalla famiglia Frescobaldi, dando una nuova vita ai terreni posseduti fin dal 1300 in quello che ancora oggi è considerato il 'granaio di Firenze', a metà strada tra il capoluogo toscano e la costa. Un terroir particolarmente vocato alla coltivazione dei grani antichi, grazie alla sinergia tra terreni argillosi, clima mite e brezze del Mar Tirreno, da cui deriva il nome di questa pasta a filiera corta, al 100% 'made in Tuscany', dal chicco alla tavola. Un progetto che unisce agricoltura, ricerca e cultura gastronomica e che è espressione autentica del territorio toscano, unito al sapere e alla visione della famiglia Frescobaldi. A spiegare come è nato è Matteo Frescobaldi, brand manager di Tirrena e dell’olio Laudemio Frescobaldi, 30ma generazione di una delle più antiche e illustri casate aristocratiche fiorentine: "Coltiviamo grano da sempre. Attorno all’anno 1000 i Frescobaldi si trasferirono a Firenze dalla Val di Pesa, dove ancora oggi possiedono la Tenuta Castiglioni, il più antico possedimento agricolo, un terroir naturalmente vocato alla coltivazione del grano duro. Il clima mite e le brezze pomeridiane del Mar Tirreno creano le condizioni ideali per un’agricoltura rispettosa e sostenibile. È qui che abbiamo 150 ettari di terreno da sempre destinati alla coltivazione di cereali, che però erano rivolti alla vendita". "Poi, data la grande espansione che il settore dell’alta gastronomia ha avuto negli ultimi anni, abbiamo deciso di dedicare una parte di essi alla realizzazione di una pasta di alta qualità. L'idea era di fare della pasta quello che già avevamo fatto per l'olio: un prodotto di eccellenza. Ciò che rende davvero unica Tirrena è la qualità che nasce dal terreno stesso in cui viene coltivata la materia prima. È una pasta che esprime in pieno il carattere del territorio toscano, proprio come accade anche con un grande vino", sottolinea. Tirrena è una pasta di semolato di grano duro, quindi semi-integrale e poco raffinata, con un maggiore contenuto di fibre, polifenoli, germe di grano e vitamine, ottenuta da un blend di farine di tre grani antichi – Senatore Cappelli (circa 50%), Khorasan (circa 35%) ed Evoldur (circa 15%) – selezionate dopo anni di ricerca agronomica insieme al professor Stefano Benedettelli dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di individuare il mix più adatto ai terreni e al clima della zona. Per arrivare a questo blend, ricorda Matteo Frescobaldi, "abbiamo fatto diverse prove da un punto di vista sia produttivo sia gustativo e dopo 3 anni siamo arrivati a questo blend". Sono grani duri antichi coltivati esclusivamente nelle tenute Frescobaldi della Val di Pesa (Montespertoli) e di Collesalvetti (Livorno), portati per la molitura al Molino Borgioli di Calenzano e poi affidati per la trasformazione al Pastificio Artigiano Fabbri di Strada in Chianti, una realtà storica fondata nel 1893, esempio di eccellenza nella lavorazione lenta e a bassa temperatura. "Dopo averne visitati tanti, abbiamo scelto quello che secondo noi è il migliore pastificio artigianale, l'unico che trafila la pasta mantenendo una temperatura a 38 gradi", precisa. La pasta, infatti, viene essiccata dalle 72 alle 144 ore in celle statiche a temperature rigorosamente al di sotto dei 38° C per preservare le qualità organolettiche del grano e aumentarne la digeribilità. Ciò garantisce di conservare inalterato il sapore del grano e conferisce alla pasta, oltre a innumerevoli benefici per la salute, una straordinaria capacità di assorbire i condimenti. Una lavorazione resa possibile da una filiera integrata che permette di controllare ogni fase, dalla coltivazione alla pastificazione. Tirrena, quindi, è una pasta espressione del suo territorio e a rappresentarlo è anche il packaging: il motivo ondulato che decora le eleganti confezioni vuole rappresentare, infatti, i campi di grano stilizzati. Non solo: ogni pacco reca una scheda tecnica del prodotto che riporta luogo di coltivazione e regione di produzione, blend in percentuale delle varietà di grani antichi, epoca di raccolta, tipologia di sfarinato, temperature e giorni di essiccazione per ogni formato. "Un approccio che valorizza la filiera, la trasparenza e il legame con la terra, capace di portare sulla tavola di tutto il mondo l’essenza della Toscana”, assicura Matteo Frescobaldi. Nel 2025 sono stati coltivati circa 100 ettari di grano duro, da cui sono stati ottenuti 1.000 quintali, trasformati in 700 quintali di semolato e circa 600 quintali di pasta Tirrena. La distribuzione avviene per metà sul mercato italiano, mentre l'altra metà è destinata all'export e in prevalenza verso gli Stati Uniti, che assorbono almeno il 30%, mentre il restanto 20% va al resto del mondo. Il 70% delle vendite avviene nel canale retail e il 30% nella ristorazione, dove Tirrena sta progressivamente trovando spazio nelle cucine di chef e trattorie contemporanee, soprattutto a Firenze. Lanciata nel 2023 con sei formati, la collezione Tirrena oggi conta undici referenze. Tra i formati più richiesti si confermano gli Spaghetti n.5, seguiti da Linguine, Penne, Paccheri e Caserecce. Se nel canale retail guidano le vendite Spaghetti n.5, Penne e Caserecce, nella ristorazione trovano maggiore diffusione Spaghetti n.5, Paccheri e Mezze Maniche. Con l’arrivo dei Riccioli – dalla forma avvolgente capace di trattenere i condimenti, rendendola ideale per sughi cremosi e ricchi – Tirrena continua così a svilupparsi restando fedele alla propria visione: una pasta che nasce dalla terra, valorizza la biodiversità dei grani antichi e racconta un nuovo modo di interpretare la tradizione italiana. Un progetto, dunque, che affonda le sue radici nel passato, ma che guarda con consapevolezza al futuro, promuovendo la qualità, la tracciabilità e l’identità di un prodotto che è già diventato simbolo del 'made in Tuscany'.
—lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dal chicco alla tavola, Tirrena lancia un nuovo formato della pasta simbolo del terroir toscano
Gio, 09/07/2026 - 13:33
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