CALTANISSETTA. L’Asp ha spiegato le sue ragioni a proposito della segnalazione di Adriano Nicosia presidente dell’associazione Restare a proposito delle criticità riscontrate nelle poltrone rotte presenti nel reparto di chemioterapia.
“Come è noto l’ASP di Caltanissetta accoglie con attenzione ogni segnalazione proveniente dai cittadini e dalle associazioni con il principio fondamentale che per questa Azienda non esistono pazienti più importanti di altri, ma persone che hanno bisogno di cura e di assistenza. Negli ultimi mesi l’ASP è stata impegnata in uno sforzo organizzativo straordinario che ha portato all’attivazione di 12 nuove strutture: 9 Case di Comunità, 2 Ospedali di Comunità e il Centro di prima accoglienza per persone con problematiche legate all’uso di sostanze stupefacenti.Si è trattato di un impegno rilevante, che ha richiesto la destinazione delle risorse finanziarie disponibili a interventi non rinviabili.
La mancata attivazione di tali strutture entro il 30 maggio 2026 avrebbe, infatti, esposto l’Azienda al concreto rischio di perdere circa 16 milioni di euro di finanziamenti, con conseguenze negative per l’intero territorio e per tutti i cittadini assistiti. Ciò non significa, tuttavia, che le altre esigenze siano ignorate o considerate secondarie. Significa che, in questa fase, l’Azienda ha dovuto rispettare priorità operative e scadenze stringenti, nell’interesse generale della comunità.
Per completezza, deve altresì evidenziarsi che, agli atti dell’Azienda, non risulta che il reparto di Oncologia abbia mai formalmente rappresentato la necessità di procedere all’acquisto e/o alla sostituzione del bene o dell’attrezzatura oggetto di segnalazione, né risulta che sia stata inoltrata una specifica richiesta in tal senso secondo le ordinarie procedure aziendali.
Non appena saranno disponibili ulteriori risorse, l’ASP procederà gradualmente alla realizzazione degli interventi e delle implementazioni necessarie, con l’obiettivo di migliorare gli ambienti, i servizi e le condizioni di accoglienza dei pazienti. Se il Sig. Adriano Nicosia avesse seguito (in buona fede) il bollettino informativo che l’ASP pubblica per notiziare i cittadini, avrebbe evitato la disinformazione. Se lo ha seguito, invece, si prende atto della mala fede di chi offende gratuitamente la pubblica amministrazione”.

