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Il Comune di Mussomeli chiede un piano straordinario per difendere la cerealicoltura siciliana e la sicurezza alimentare. Il grano non è più solo agricoltura: è una questione geopolitica

Carmelo Barba

Il Comune di Mussomeli chiede un piano straordinario per difendere la cerealicoltura siciliana e la sicurezza alimentare. Il grano non è più solo agricoltura: è una questione geopolitica

Mar, 30/06/2026 - 11:45

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MUSSOMELI – 30 giugno 2026 – Il grano duro non rappresenta più soltanto una produzione agricola o una materia prima destinata all’industria alimentare. Nell’attuale scenario internazionale è diventato una commodity strategica, sempre più influenzata dagli equilibri geopolitici, dalle tensioni commerciali e dalla competizione tra Stati per il controllo delle filiere alimentari. La produzione mondiale di frumento è fortemente concentrata in pochi grandi Paesi. Tra i principali produttori figurano Cina, India, Russia, Stati Uniti, Canada, Australia e Turchia, mentre sul piano delle esportazioni i mercati internazionali sono dominati soprattutto da Russia, Unione Europea, Canada, Australia, Stati Uniti e Ucraina.

Le recenti crisi internazionali hanno dimostrato come l’approvvigionamento delle derrate alimentari possa trasformarsi in uno strumento di pressione economica e politica. Restrizioni all’export, guerre commerciali, volatilità dei mercati e concentrazione della produzione mondiale rendono sempre più vulnerabili quei territori che rinunciano alla propria capacità produttiva, aumentando la dipendenza dalle importazioni. È partendo da questa consapevolezza che il Vicesindaco di Mussomeli con delega all’Agricoltura e alle Attività Produttive, l’On. Giuseppe Sebastiano Catania, ha trasmesso una formale richiesta di intervento urgente al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, all’Assessore regionale all’Agricoltura e al Presidente della III Commissione “Attività Produttive” dell’ARS. L’iniziativa richiama l’attenzione delle istituzioni su una crisi che non riguarda esclusivamente il reddito degli agricoltori, ma investe direttamente la sicurezza alimentare, la resilienza economica della Sicilia e la capacità del Paese di preservare produzioni considerate strategiche. La Sicilia costituisce uno dei principali bacini italiani di produzione di grano duro, con circa 264.000 ettari coltivati e oltre 680.000 tonnellate di produzione annua. Eppure, mentre il costo medio di produzione supera i 31 centesimi al chilogrammo, agli agricoltori vengono oggi riconosciuti prezzi compresi tra 18 e 20 centesimi, con perdite che stanno mettendo in seria difficoltà migliaia di aziende.

Il progressivo indebolimento della cerealicoltura siciliana rischia così di produrre effetti ben più ampi della semplice contrazione economica del settore. L’abbandono delle superfici coltivate significherebbe infatti maggiore dipendenza dall’estero, perdita di presidio del territorio, incremento del rischio idrogeologico e impoverimento delle aree interne.

«Le grandi commodities agricole – afferma il Vicesindaco Giuseppe Sebastiano Catania – sono ormai parte integrante degli equilibri geopolitici mondiali. Chi controlla la produzione e la disponibilità delle materie prime alimentari esercita una leva strategica sulle economie e sulla stabilità dei Paesi importatori. Difendere il grano siciliano significa quindi rafforzare la sicurezza alimentare, sostenere le comunità rurali e preservare un patrimonio produttivo che appartiene all’intera Nazione.»

Per questo il Comune di Mussomeli chiede alla Regione Siciliana di promuovere un’immediata iniziativa istituzionale che preveda:

  • il riconoscimento della cerealicoltura siciliana quale comparto strategico per la sicurezza alimentare nazionale ed europea;
  • l’attivazione di un tavolo permanente con Governo, Regione, ISMEA, AGEA e organizzazioni agricole;
  • un piano straordinario di sostegno economico al comparto;
  • un contributo straordinario di 500 euro per ettaro ai produttori di grano duro;
  • il rafforzamento dei controlli sulla tracciabilità e sulla qualità delle importazioni;
  • strumenti permanenti di tutela del reddito per le imprese agricole operanti nelle aree mediterranee.

A sostegno dell’iniziativa istituzionale già trasmessa alla Regione Siciliana, l’Amministrazione comunale di Mussomeli ha inoltre predisposto una mozione consiliare che sarà sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale e trasmessa ai 391 Comuni siciliani, affinché possa essere discussa e approvata dai rispettivi Consigli comunali.

L’obiettivo è quello di costruire un fronte istituzionale unitario, capace di rappresentare con forza la gravità della crisi che investe la cerealicoltura siciliana e di sostenere, con un’azione corale delle autonomie locali, la richiesta di interventi straordinari avanzata alla Regione Siciliana. L’iniziativa mira a coinvolgere sindaci, presidenti dei Consigli comunali e amministrazioni locali in una mobilitazione senza precedenti, nella consapevolezza che la difesa della produzione cerealicola non riguarda esclusivamente gli agricoltori, ma interessa direttamente l’economia dei territori, la tutela delle aree interne, l’occupazione, la sicurezza alimentare e la resilienza dell’intero sistema regionale. «La nostra non è una richiesta di parte né esclusivamente locale – dichiara il Vicesindaco Giuseppe Sebastiano Catania – ma una questione che riguarda il futuro della Sicilia. Per questo chiediamo a tutti i Comuni siciliani di condividere e sostenere questa iniziativa, affinché la voce delle istituzioni locali possa giungere forte e unitaria al Governo regionale. Solo attraverso una presa di posizione comune sarà possibile ottenere risposte rapide e adeguate a una crisi che rischia di compromettere uno dei comparti strategici della nostra economia.»

Con questa iniziativa, il Comune di Mussomeli intende promuovere una vera e propria rete istituzionale a difesa della cerealicoltura siciliana, affinché la tutela del grano duro venga riconosciuta come una priorità strategica regionale, non soltanto per il valore economico della filiera, ma anche per il suo ruolo nella sicurezza alimentare, nella salvaguardia del territorio e nella sovranità produttiva della Sicilia. L’Amministrazione comunale rivolge un appello alle istituzioni affinché la crisi venga affrontata con la consapevolezza che il tema non riguarda soltanto il mercato agricolo, ma la capacità dell’Italia e della Sicilia di mantenere una propria autonomia produttiva in uno scenario internazionale sempre più instabile. Difendere il grano siciliano oggi significa investire nella sicurezza alimentare, nella resilienza economica del Paese e nella stabilità delle comunità delle aree interne.

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