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Scoperta una nuova falena, il suo nome è una dedica a Papa Leone

AdnKronos

Scoperta una nuova falena, il suo nome è una dedica a Papa Leone

Mar, 05/05/2026 - 17:18

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(Adnkronos) – Ha colori sgargianti e un nome 'eccellente', scelto in onore di una suprema carica ecclesiastica: falena Papa Leone. Così è stata 'battezzata' la nuova specie appena scoperta in un territorio impervio della Grecia. Il suo nome, dedicato al Pontefice Leone XIV, riflette il suo "aspetto nobile", spiegano gli scienziati che hanno identificato questo insetto unico nelle Montagne Bianche di Creta, ma è anche "un messaggio di speranza per l'ambiente". I ricercatori del Museo statale del Tirolo, del Museo finlandese di storia naturale e della Collezione zoologica statale Bavarese illustrano la scoperta sulla rivista open access 'Nota Lepidopterologica', mettendo nero su bianco l'appellativo 'tecnico' adottato: Pyralis papaleonei, derivato appunto da Papa Leone. Si tratta di una scoperta, evidenziano, che mostra come, anche tra falene europee così appariscenti, restino ancora da scoprire specie poco conosciute.  La falena Papa Leone è attualmente nota solo nelle Montagne Bianche (Lefka Ori), nella parte occidentale di Creta, dove sembra essere un tesoro endemico dell'isola. Segni particolari: ali anteriori di un viola porpora "sorprendente", raccontano gli esperti. La cosiddetta falena Papa Leone ha un'apertura alare di circa 2 centimetri, che la colloca tra le specie di medie dimensioni del suo gruppo. Le sue caratteristiche più distintive sono le ali anteriori porpora con una macchia arancione-dorata e vistose bande bianche. Le falene sono state osservate in prossimità di fonti di luce artificiale e sembrano essere principalmente attive nel mese di giugno. Finora, si sa poco sulla biologia e sullo stile di vita della nuova specie. È stata distinta dalle specie affini sulla base di caratteristiche morfologiche classiche, come il disegno delle ali, la colorazione e la morfologia genitale, nonché tramite analisi genetiche. Le analisi molecolari hanno rivelato una divergenza di circa il 6% rispetto alla specie più strettamente imparentata, indicando chiaramente che si tratta di una specie distinta. Farfalle e falene vengono spesso nominate in base a caratteristiche fisiche, origini geografiche o in onore di personaggi illustri. All'interno del genere Pyralis, tuttavia, si può osservare una tradizione particolare: già nel 1775, i naturalisti austriaci Michael Denis e Ignaz Schiffermüller descrissero la prima specie del gruppo come Pyralis regalis ('reale'), ispirandosi alla sua splendida colorazione. Seguirono poi altri nomi altisonanti come Pyralis princeps e Pyralis cardinalis, che si riferivano anch'essi alla straordinaria bellezza. Tutte queste specie appartengono alla variegata superfamiglia Pyraloidea, che comprende circa 16mila specie descritte in tutto il mondo e rappresenta uno dei gruppi più numerosi tra le microfalene. Anche l'attribuzione di nomi agli organismi viventi ha una dimensione storico-culturale, si fa notare: nell'Antico Testamento (Genesi 2), ad Adamo viene innanzitutto affidato il compito di dare un nome a tutti gli animali. In questo senso, la tassonomia – la scienza che si occupa di classificare, nominare e organizzare gli organismi – può essere considerata una delle prime imprese dell'umanità, ragionano gli esperti. Per Peter Huemer, responsabile dello studio al Museo Statale Tirolese Ferdinandeum, dare un nome a una specie è quindi più di un semplice atto scientifico formale: serve anche come appello simbolico al capo della Chiesa cattolica, Papa Leone XIV, per sottolineare la responsabilità centrale dell'umanità nella salvaguardia del creato. Ciò è particolarmente appropriato, dice, poiché farfalle e falene sono considerate nel cristianesimo simboli di resurrezione, trasformazione (metamorfosi) e dell'anima immortale. "Ci troviamo di fronte a una crisi globale della biodiversità – osserva Peter Huemer, che è l'ex responsabile delle collezioni di scienze naturali della rete museale tirolese e ora è ricercatore volontario – eppure solo una frazione delle specie mondiali è stata scientificamente documentata. Una conservazione efficace della biodiversità richiede che le specie vengano prima riconosciute, e poi nominate". Ogni anno vengono descritte circa 700 nuove specie di falene, principalmente nelle regioni tropicali. Tuttavia, la ricerca di base in Europa è ben lungi dall'essere conclusa: solo nelle Alpi, negli ultimi decenni sono state identificate circa 200 specie precedentemente sconosciute. La scoperta della falena del Papa Leone, Pyralis papaleonei, evidenzia "quanto resti ancora da scoprire" anche in regioni europee già ampiamente studiate e sottolinea "l'urgente necessità di proteggere gli habitat sensibili", chiosano gli esperti. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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