Salute

Italia. Malasanità, pinze dimenticate durante un’addominoplastica: ‘grave svista’

Redazione

Italia. Malasanità, pinze dimenticate durante un’addominoplastica: ‘grave svista’

Dom, 10/05/2026 - 18:48

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Dolori insopportabili, malori improvvisi e svenimenti durati per mesi, fino alla scioccante scoperta: una pinza chirurgica “dimenticata” nell’addome. E’ quanto accaduto a una donna di 53 anni, originaria di Casandrino (Napoli) ma residente nel Piacentino, finita al centro di un grave caso di presunta malasanita’ dopo un intervento di addominoplastica eseguito lo scorso ottobre in una clinica del capoluogo campano.

Secondo quanto ricostruito, i sintomi post-operatori della paziente erano stati inizialmente derubricati a normali conseguenze del decorso. Solo una TAC eseguita recentemente ha rivelato la presenza del corpo estraneo. La donna ha sporto denuncia presso la Polizia contro il chirurgo che ha effettuato l’operazione e nei prossimi giorni dovra’ sottoporsi a un nuovo intervento per la rimozione dei ferri. Sulla vicenda e’ intervenuto Roberto Valeriani, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e docente presso l’Universita’ Internazionale UniCamillus di Roma, che invita alla prudenza pur stigmatizzando l’accaduto.

“In Italia gli interventi di chirurgia estetica vengono eseguiti ogni giorno con numeri molto elevati. Secondo i dati della Societa’ Internazionale di Chirurgia Estetica, nel 2024 sono stati effettuati circa 27 mila interventi di addominoplastica”, spiega il professore. “La tutela della salute del paziente rappresenta la priorita’ assoluta attraverso linee guida rigorose, protocolli di sicurezza e controlli eseguiti sia prima sia al termine dell’intervento”.

Secondo il docente, il caso di Napoli sarebbe riconducibile a “una grave svista, certamente importante e da non sottovalutare, ma che, fortunatamente, non ha avuto azioni letali per la paziente”.Valeriani mette pero’ in guardia dal rischio di demonizzare il settore: “L’errore umano puo’ esistere anche in ambito sanitario, ma non si puo’ trasformare un episodio isolato in una condanna verso un’intera categoria professionale”.

“Parliamo di casi estremamente rari – conclude il Valeriani – che proprio per la loro eccezionalita’ generano un forte impatto mediatico. Tuttavia, questa attenzione rischia di oscurare il grande lavoro che la chirurgia plastica sta portando avanti da anni per aumentare sempre di piu’ gli standard di sicurezza, migliorare i protocollo e garantire ai pazienti interventi sempre piu’ controllati e sicuri”.

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