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Vinitaly, Scarpinato: «Parlare di vino in Sicilia è un’esperienza che unisce gusto e patrimonio culturale»

Redazione

Vinitaly, Scarpinato: «Parlare di vino in Sicilia è un’esperienza che unisce gusto e patrimonio culturale»

Lun, 13/04/2026 - 20:14

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«Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare anche di cultura. Le nostre vigne sorgono accanto a templi antichi, ai borghi storici e ai paesaggi che sono essi stessi patrimonio culturale. È un’esperienza che unisce gusto e conoscenza, sensorialità e memoria, tradizione e identità. Per questo abbiamo voluto portare a Vinitaly una visione nuova e integrata, in cui l’eccellenza enogastronomica si arricchisce attraverso la scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale».

Lo ha detto questo pomeriggio l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo all’inaugurazione della mostra “Millenni di storia e di vino. Le rotte del vino nel Mediterraneo”, promossa dalla Regione Siciliana e ospitata al Padiglione 2 del salone internazionale di Verona, a cui hanno preso parte anche il direttore del parco archeologico di Segesta, Luigi Biondo e la soprintendente dei Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo.

«Le strategie di promozione e comunicazione messe in campo dall’assessorato dei Beni culturali in questi anni ci hanno consentito di raggiungere risultati importanti. Tra questi, il traguardo della Valle dei Templi che, con oltre un milione di visitatori annui, è entrata stabilmente nella top 10 dei siti culturali più visitati in Italia, superando anche realtà prestigiose come il Museo Egizio di Torino. Proprio nel Parco archeologico di Agrigento abbiamo inaugurato il primo giardino sensoriale, pensato anche per i visitatori con disabilità, per consentire una fruizione inclusiva attraverso tutti e cinque i sensi. Fra gli altri interventi realizzati  – spiega Scarpinato – l’apertura del Museo dei relitti greci di Gela e dopo vent’anni quella del tempio dorico di Segesta, e ancora l’inaugurazione del Villino Favaloro, primo museo della fotografia, fino al restauro del casolare di Peppino Impastato a Cinisi, luogo simbolo della memoria e dell’impegno civile».

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