Non sempre l’esito di un campionato si decide esclusivamente sul rettangolo di gioco; talvolta, sono le aule di giustizia sportiva a riscrivere la storia di una stagione. È quanto accaduto nel girone I di Serie D, dove una decisione del Tribunale Federale Nazionale, presieduto da Carlo Sica, ha inflitto un colpo durissimo alla Nuova Igea Virtus, modificando drasticamente gli equilibri dell’alta classifica.
La vicenda è nata dai ricorsi presentati da Nissa e Savoia. Le due società, assistite dall’esperto avvocato Eduardo Chiacchio, hanno sollevato il caso relativo all’utilizzo irregolare del portiere De Falco. Il calciatore è stato schierato nelle prime giornate senza aver scontato tre turni di squalifica pendenti dalla stagione precedente, quando militava nella Primavera della Reggiana.
L’istanza generata dai legali di Nissa e Savoia ha trovato accoglimento, trasformandosi in una “stangata” giudiziaria per l’Igea Virtus:
- 5 punti di penalizzazione immediati in classifica.
- 500 euro di multa alla società.
- Inibizione di 5 mesi per il presidente Massimo Italiano e il segretario Rosario Sorrenti.
- 5 giornate di ulteriore squalifica per il portiere De Falco.
L’intervento del Tribunale ha l’effetto di un terremoto sportivo proprio alla vigilia dello scontro diretto tra Igea Virtus e Reggina. I giallorossi di Barcellona Pozzo di Gotto, che stavano lottando per le primissime posizioni, scivolano a 45 punti, venendo superati proprio dalla Nissa (che sale a 47 insieme alla Reggina) e vedendo il Savoia consolidare il proprio vantaggio.
La nuova vetta dopo la sentenza:
- Athletic Club Palermo: 51 punti
- Savoia: 50 punti
- Reggina: 47 punti
- Nissa: 47 punti
- Igea Virtus: 45 punti (penalizzata di 5)
Mentre la società giallorossa si chiude in un silenzio riflessivo, resta evidente come la giustizia sportiva possa, con una firma, pesare più di novanta minuti di sudore sul campo.

