Un momento di confronto pubblico e di approfondimento su uno dei temi più discussi del panorama istituzionale italiano: la riforma della giustizia e il referendum che chiama i cittadini ad esprimersi su alcuni nodi centrali dell’ordinamento giudiziario. È questo il senso dell’incontro dal titolo “Questa volta il giudice sei tu!”, in programma domenica 15 marzo alle ore 10.00 presso l’auditorium dell’Istituto paritario “Oasi Cristo Re”, in via San Giuliano 4 a Caltanissetta.
L’iniziativa è promossa da diverse realtà impegnate nella campagna referendaria per il “Sì”, tra cui Comitato “Sì Riforma”, Comitato Camere Penali per il Sì, Comitato “Sì Separa” – Operatori del diritto per il referendum sulla separazione delle carriere, e Comitati civici “Per un giusto Sì” – Referendum sulla giustizia. Obiettivo dell’appuntamento è quello di offrire un momento di informazione e confronto pubblico sui contenuti della riforma e sulle implicazioni che il referendum potrebbe avere per il sistema giudiziario italiano.
A moderare l’incontro sarà l’onorevole Alessandro Pagano, referente dei comitati “Sì Riforma” e “Per un giusto Sì”.

Ad introdurre i lavori saranno Renata Accardi, presidente della Camera Penale di Caltanissetta, e Sergio Iacona, presidente della Fondazione Scuola Forense nissena “G. Alessi”.
Il dibattito vedrà poi gli interventi del sostituto procuratore della Repubblica di Palmi Federico Moleti e di Claudia Eccher, componente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Proprio Moleti è stato recentemente protagonista di un’intervista pubblicata dal quotidiano Il Tempo, nella quale ha affrontato alcuni dei temi più delicati legati alla riforma della giustizia e al dibattito interno alla magistratura. Nell’intervista il magistrato osserva come, anche tra gli stessi magistrati, esistano sensibilità differenti rispetto al modo in cui il tema della giustizia viene affrontato nel dibattito pubblico, sottolineando che “in Calabria moltissimi colleghi non condividono i toni e le parole utilizzate”.
Moleti richiama inoltre la necessità di interrogarsi su alcuni dati del sistema penale italiano, affermando che “dobbiamo porci qualche domanda se ci sono troppe accuse disinvolte e la percentuale di assoluzioni è fuori dalla norma”. Un ragionamento che, secondo il magistrato, rimanda alla necessità di rafforzare una cultura del garantismo, capace di coniugare efficacia dell’azione penale e tutela dei diritti dei cittadini.

Nel corso dell’intervista il sostituto procuratore evidenzia anche come il garantismo rappresenti una tutela per l’intera collettività e non un favore verso chi commette reati, ricordando che procedimenti penali che si concludono con assoluzioni o archiviazioni possono lasciare segni profondi nella vita delle persone coinvolte, soprattutto quando le accuse si rivelano poi prive di fondamento.
Temi che si collegano direttamente ad uno dei punti più discussi della riforma: la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, questione che da anni alimenta un ampio confronto nel mondo giuridico e politico.
L’incontro di domenica a Caltanissetta si inserisce proprio in questo percorso di iniziative che i comitati promotori stanno organizzando sul territorio per favorire un confronto informato e partecipato tra magistrati, avvocati, studiosi e cittadini.
Un’occasione di dialogo pubblico che punta a coinvolgere direttamente la comunità in una riflessione su una riforma destinata a incidere in modo significativo sull’assetto della giustizia italiana. Un passaggio che, come ricorda il titolo dell’incontro, chiama direttamente in causa il ruolo dell’elettorato: questa volta il giudice sarà il cittadino.

