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Esperto, la frana Niscemi è in continuo movimento. Agnesi: stabilire una fascia di rispetto non abitata

Redazione

Esperto, la frana Niscemi è in continuo movimento. Agnesi: stabilire una fascia di rispetto non abitata

Mar, 10/03/2026 - 18:27

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La frana di Niscemi è in continuo movimento e la sabbia continua a sgretolarsi, ulteriori infiltrazioni d’acqua non potrebbero che peggiorare la situazione, facendo scivolare ulteriormente la base di argilla sulla quale poggia la parete di sabbia: sono molto probabilmnete questi gli elementi che hanno portato il gruppo dei tecnici designato dalla Protezione civile a concludere che una stabilizzazione è impossibie. “Quello della quello della frana di Niscemi è un movimento lento, continuo e molto ampio”, osserva Valerio Agnesi, professore emerito di Geomorfologia all’Università di Palermo.

“C’è un duplice problema – osserva – perché da un lato bisognerebbe stabilizzare il movimento della parte argillosa, che va verso la piana di Gela, per esempio facendo il drenaggio delle acque, e dall’altro c’è il paese che poggia su un piastrone di sabbia, impossibile da stabilizzare con reti e paramassi come si fa con le pareti rocciose. Questa scarpata di quasi 4 chilometri, che appare con taglio netto e verticale, giallo per la sabbia, è costituita da materiale incoerente”, vale a dire che non c’è coesione al suo interno perché i granelli di sabbia non sono compatti né legati fra loro. Di conseguemza, prosegue Agnesi, “la sabbia perde coesione e questo non è un fenomeno che si può bloccare”.

Una possibile soluzione, in questi casi, è “stabilire una fascia di rispetto”, ossia una zona a ridosso della scarpata nella quale le case non possono essere abitate”, che agisca come una sorta di fascia di sicurezza per la parte abitata più distante dalla scarpata. La frana va comunque monitorata, anche con l’aiuto dei satelliti, e contemporaneamente va “valutata la stabilità degli edifici”. Andrebbero inoltre “ridotte al minimo anche le infiltrazioni d’acqua attraverso la sabbia per impedire che raggiungano l’argilla, aumentando ulteriormente l’instabilità e il rischio che la grande frattura gialla possa arretrare”. La cosa positiva, conclude Agnesi, è che il movimento di questa frana è molto lento, come testimonia la sua storia. Dal 1790, quando avvenne una frana confrontabile a quella attuale, gli episodi si sono ripetuti a grandi intervalli di tempo e il più recente risale al1997

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