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Edilizia: oltre il Pnrr, in SICILIA -800 imprese in due anni

Redazione

Edilizia: oltre il Pnrr, in SICILIA -800 imprese in due anni

Sab, 14/03/2026 - 09:37

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I dati dell’Osservatorio statistico Cnce (Commissione nazionale paritetica per le casse edili) relativi agli ultimi trimestri del 2023, 24 e 25 di attivita’ del settore delle costruzioni, evidenziano come l’edilizia inSICILIA stia attraversando una fase di profonda trasformazione, dopo la spinta straordinaria degli incentivi fiscali degli ultimi anni. In due anni, dal 2023 al 2025, il numero delle imprese del settore e’ sceso da 10.773 a 9.989, con quasi 800 in meno, segnale evidente di una riorganizzazione del comparto. Gia’ nel 2024, rispetto al 2023, si era registrato un rallentamento con il calo delle ore lavorate (-3,6%), dei lavoratori (-2,68%) e della massa salari (-2,55%)”. Il 2025 presenta invece segnali contrastanti. Le ore lavorate rispetto al 2024 crescono del 3,89%, gli addetti del 3,12% e la massa salari del 9,03%.

Tuttavia, continua a diminuire il numero delle imprese (-4,21% rispetto al 2024), confermando una fase di ristrutturazione del settore. E anche sul piano territoriale, emergono differenze significative tra le province SICILIAne, con alcune realta’ che registrano segnali di crescita e altre che evidenziano, invece, una contrazione delle ore lavorate e dell’occupazione. “E’ importante leggere questi dati con attenzione – osserva Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil SICILIA – perche’ la tenuta di alcuni indicatori positivi e’ legata soprattutto al fatto che il settore si trova ancora nel pieno delle attivita’ connesse agli interventi finanziati dal Pnrr. Si tratta pero’ di una fase destinata progressivamente a ridursi nei prossimi mesi e a esaurirsi tra poco piu’ di un anno”.

Proprio per questo, secondo il sindacato, e’ necessario affrontare fin da subito la fase di transizione che si aprira’ per il comparto. Senza una nuova stagione, e’ il timore, di investimenti pubblici nella casa, nella rigenerazione urbana e nella manutenzione del territorio il rischio e’ che alla fine del ciclo degli interventi legati al Pnrr corrisponda una nuova fase di crisi del settore e dell’occupazione. Il ciclo espansivo dell’edilizia legato ai bonus fiscali e’ ormai alle spallee con il progressivo esaurimento degli interventi del Pnrr, il settore rischia di entrare in una nuova fase di contrazione che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano occupazionale.

E’ quindi necessario affrontare questa fase con una strategia che metta al centro lavoro, formazione e politiche industriali per il settore. “In un comparto in cui la riorganizzazione dei cicli produttivi e’ gia’ in corso – evidenzia il segretario generale della Fillea Cgil SICILIA – diventa fondamentale investire sulla riqualificazione professionale dei lavoratori, che significa anche riqualificare il sistema delle imprese, accompagnando il settore verso modelli produttivi piu’ innovativi, piu’ sicuri e piu’ sostenibili”. L’edilizia dei prossimi anni sara’ sempre piu’ legata a nuove competenze. Per questo e’ strategico l’avvio di un piano straordinario di formazione e qualificazione professionale, capace di garantire ai lavoratori opportunita’ concrete di ricollocazione nei nuovi segmenti del settore. Particolare attenzione dovra’ essere rivolta anche alla formazione delle nuove figure professionali emergenti, “oggi di difficile reperibilita’ sul mercato del lavoro – precisa Pistorio – e sempre piu’ richieste dalle imprese del settore. Si tratta di competenze che operano in ambiti strategici come la digitalizzazione delle costruzioni con figure specializzate in Bim, domotica, rilievo 3D e stampa 3D. Ma anche nei settori della sostenibilita’ ambientale, dall’efficientamento energetico all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, dalla bioedilizia alla gestione degli interventi di recupero e tutela del territorio. A queste si aggiungono le professionalita’ legate agli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico del patrimonio edilizio, sempre piu’ centrali per la sicurezza delle citta'”. Allo stesso tempo diventa necessario rilanciare una politica industriale per le costruzioni fondata sulla rigenerazione urbana e sulla riqualificazione delle citta’. “In questo quadro – evidenzia il segretario generale della Fillea Cgil SICILIA – e’ indispensabile mettere al centro una vera politica della casa. In SICILIA esiste una forte domanda abitativa e un patrimonio edilizio spesso degradato o inefficiente dal punto di vista energetico e sismico e sempre piu’ non a misura di anziano. Servono investimenti pubblici massicci nell’edilizia sociale, nel recupero urbano e nella manutenzione del patrimonio abitativo”. Anche perche’ il piano di interventi sulla casa, sulla rigenerazione urbana e sulla manutenzione del territorio permetterebbe non solo di migliorare la qualita’ delle citta’, ma anche, e’ la convinzione, di garantire occupazione stabile e qualificata nel settore delle costruzioni. 

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