L’aumento del traffico aereo da e verso la base americana di Sigonella in questo mese di guerra all’Iran è stato segnalato da diversi siti specialistici che mappano le rotte dei mezzi militari. Del resto la Naval Air Station Sigonella è definita ‘The hub of the Med’: si tratta infatti di uno snodo fondamentale per le operazioni Usa che si proiettano nel Mediterraneo allargato fino al Medio Oriente. Anche alla luce dei bombardamenti iraniani alle basi americane nei Paesi del Golfo che hanno reso meno sicura l’attività degli asset di Washington da quel quadrante.
In questo mese di marzo da Sigonella si sono alzati in volo droni, aerei di pattugliamento e di rifornimento diretti verso il Golfo. In particolare, Itamilradar ha riportato come agli inizi del mese – e poi anche successivamente – diversi droni da sorveglianza MQ-4C Triton della Us Navy sono decollati ed atterrati alla base siciliana. Si tratta di un velivolo che ha 24 ore di autonomia, può coprire vaste aree marittime e monitorare le rotte di navigazione, i movimenti navali e le potenziali minacce su migliaia di chilometri. Il 4 marzo un Triton partito da Sigonella è rimasto in volo per circa due ore davanti alle coste della città iraniana di Bushehr prima di fare ritorno alla base.
Tra gli altri mezzi partiti dalla Naval air station in provincia di Catania ci sono anche i Boeing P8 Poseidon, aerei di ricognizione marittima a lungo raggio che possono anche lanciare bombe di profondità per colpire sottomarini. Nelle ultime settimane Itamilradar segnala poi “movimenti anomali” che potrebbero essere legati – ipotizza il sito specializzato – ad una crescente attenzione da parte delle autorità italiane alle ‘diplomatic clearances’, all’autorizzazione cioè dell’attività di decollo e atterraggio.
Il 13 marzo è stata rilevata ad esempio una formazione di 4 Boeing KC-135 Stratotanker – aerei di rifornimento in volo fondamentali per estendere l’attività dei cacciabombardieri – partiti da una base nel New Hampshire e diretti originariamente a Sigonella. In quell’occasione, però, gli aerei non hanno raggiunto la Sicilia ma hanno deviato la rotta verso la base inglese di Mildenhall. Sono poi atterrati a Sigonella pochi giorni dopo, il 19 marzo. Quello che emerge dai tracciati radar è comunque che l’operatività americana dalla Sicilia prosegue regolarmente nell’ambito di quanto consentito dai trattati. In mattinata è stato così registrato il regolare arrivo di un Boeing C40 Clipper, mezzo usato normalmente per il trasporto di passeggeri.

