Riceviamo e pubblichiamo nota da parte della Cgil di Caltanissetta in merito al tema del lavoro.
Le vicende di questi giorni che hanno coinvolto la Sanità e la Politica non devono essere lette come episodi isolati, ma il sintomo di un sistema che necessita di una profonda e radicale bonifica. Come CGIL di Caltanissetta, sentiamo il dovere di andare oltre la doverosa indignazione etica per porre l’accento sulle ricadute concrete che tali dinamiche hanno sul tessuto produttivo e sulla vita dei lavoratori della nostra provincia. Non esiste lavoro dignitoso laddove le regole vengono aggirate. La “questione morale” a Caltanissetta non è un dibattito filosofico: è un ostacolo economico. Quando la gestione della cosa pubblica o delle attività imprenditoriali è opaca e si scelgono scorciatoie, si comprimono i diritti dei lavoratori, trasformando il lavoro in un “favore” e la sicurezza in un costo sacrificabile. Andare oltre la questione morale significa denunciare il sistema di potere clientelare che per decenni ha soffocato il merito. La nostra provincia non può più permettersi una gestione della “res publica” basata su reti di influenza che escludono la trasparenza. Il lavoro deve tornare a essere un diritto garantito dalla Costituzione, non una merce di scambio elettorale o di vicinanza politica.Pretendiamo un modello dove la legalità sia il prerequisito dello sviluppo e dove l’etica non sia un manifesto, ma la pratica quotidiana del fare impresa e del fare politica.Non siamo solo numeri o voti , siamo una comunità che vuole un futuro più giusto per la nostra provincia.
La Segretaria Generale Cgil Caltanissetta Rosanna Moncada

