Le Olimpiadi Milano Cortina hanno registrato un milione e 300mila biglietti venduti, circa l’88% della capacità complessiva, «un numero più alto delle nostre aspettative». In attesa che questa sera cali il sipario sulla XXV edizione dei Giochi invernali, con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, a Milano si tirano già le somme dell’evento.
Protagonisti dell’ultimo incontro con la stampa sono stati il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e l’amministratore delegato Andrea Varnier, che hanno tracciato un bilancio nel corso dell’ultima giornata dei Giochi Invernali: «Poco prima di arrivare qui, ho partecipato alla conclusione della sessione del Cio – ha raccontato Malagò – al termine del mio intervento, i presenti mi hanno riservato una standing ovation come dicono non ci sia mai stata nella storia delle sessioni. Trasferisco volentieri questo omaggio a tutto lo staff di Milano Cortina 2026 e ai volontari: è grazie al contributo di tutti se abbiamo realizzato un’edizione vincente dei Giochi Invernali».
– A scendere nel dettaglio dell’organizzazione anche Varnier, il quale ha presentato numeri e dati che illustrano fin qui il lavoro fatto: «Siamo stati pionieri di un modello organizzativo, quello dei Giochi diffusi, che ha dato prova di poter funzionare. Abbiamo coinvolto un’area di circa 22mila chilometri quadrati, in cui si sono svolte 224 sessioni sportive con 740 medaglie assegnate in circa 900 ore di competizione. Per quanto riguarda gli atleti, le delegazioni sono state 93, con tre Paesi – Benin, Guinea Bissau ed Emirati Arabi Uniti – che per la prima volta hanno partecipato ai Giochi Invernali».
Sono stati 2880 gli atleti, con una percentuale record del 47% di donne. L’auspicio è che «le gesta sportive di tutti gli atleti possano spingere i giovani ad avvicinarsi alla pratica sportiva: il fatto che i Giochi abbiano attirato un’audience televisiva di età mediamente bassa ci fa ben sperare in questo senso». Sul fronte degli ingressi, «abbiamo raggiunto il numero di un milione e 300mila biglietti venduti, circa l’88% della capacità complessiva, un numero più alto delle nostre aspettative».
Sul finale, Malagò ha ribadito che «se questi Giochi verranno ricordati come un successo è merito anche degli storici risultati ottenuti dagli atleti italiani». In ogni caso, «il modello dei Giochi diffusi, su cui noi abbiamo puntato tutto con coraggio, può funzionare. Di certo, però, ci vuole anche un lavoro organizzativo importante, soprattutto per quanto riguarda i trasporti. Da questo punto di vista, posso dire che la nostra macchina ha funzionato molto bene».

