Salute

Ricorso alle cure odontoiatriche, i siciliani penultimi in Italia. Da un convegno a Palermo appello per adeguare le tariffe

Redazione 1

Ricorso alle cure odontoiatriche, i siciliani penultimi in Italia. Da un convegno a Palermo appello per adeguare le tariffe

Mar, 04/02/2025 - 06:51

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Un nomenclatore tariffario inadeguato ed una mancata revisione economica delle tariffe sanitarie: sono le criticità sulle quali i sindacati e gli operatori sanitari lanciano un appello urgente alla Regione Siciliana. «Abbiamo presentato delle proposte migliorative all’Assessorato regionale alla sanità e siamo in attesa di risposte. Il nostro obiettivo è dare il giusto valore all’odontoiatria, branca della medicina fondamentale sotto l’aspetto della prevenzione di malattie più ad alto impatto». Ad affermarlo è Francesco Romano, presidente Nazionale del Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica (SIOD), durante la conferenza stampa tenutasi presso l’Ordine dei Medici di Palermo e volta a richiamare l’attenzione su un tema che si sta evolvendo in emergenza sanitaria.

«Il comparto dell’odontoiatria convenzionata in Sicilia sta attraversando una crisi senza precedenti- sottolinea Luca Rappa, presidente del Coordinamento Regionale Odontoiatria Ambulatoriale (CROAT) – Chiediamo una modifica al nomenclatore con tariffe dignitose».

L’accesso alle cure odontoiatriche in Sicilia è ai minimi storici. Secondo i dati del biennio 2022-2023, solo il 36% delle famiglie siciliane ha avuto almeno un componente che si è recato dal dentista, un dato che pone la regione al penultimo posto in Italia, superando solo la Calabria (32%) e molto al di sotto della media nazionale del 61%. Una situazione drammatica che richiede interventi urgenti per evitare il crollo del comparto odontoiatrico convenzionato, già gravemente provato da tariffe ferme da oltre vent’anni e un nomenclatore tariffario considerato obsoleto.

Alla conferenza stampa hanno preso parte i firmatari della lettera inviata all’assessore alla salute della Regione Siciliana, con la quale si richiede un’azione immediata a sostegno del settore al fine di scongiurare il rischio di chiusura delle strutture sanitarie convenzionate.

All’appello si unisce anche l’unica sigla sindacale rappresentante gli ASO, ovvero il personale di assistenza degli studi odontoiatrici in Italia: «Siamo molto preoccupati – afferma Fulvia Magenga, segretaria nazionale del Sindacato Italiano Assistenti di Studio Odontoiatrico (SIASO)– perché queste riduzioni della Regione Siciliana mettono a rischio tanti posti di lavoro. Ma siamo anche preoccupati perché nel 2024 solo il 26% della popolazione italiana si è rivolta al dentista per curarsi e, se dovrà spendere più per farlo, temiamo non si curi più». Lucia Toscano, referente siciliana del SIASO, è molto preoccupata: «La paura è il licenziamento».

Presente il deputato nazionale Davide Faraone, promotore di interrogazioni parlamentari al Ministro della Salute in merito alla necessità di adeguare il nomenclatore tariffario e di procedere all’aggiornamento ISTAT delle tariffe della medicina specialistica convenzionata, ferme da oltre vent’anni: «Questa situazione danneggia i professionisti ma ancor peggio i cittadini», ha commentato.

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