Si è chiuso con un bilancio decisamente positivo il primo Festival internazionale della chitarra, organizzato dall’associazione Seicorde con il patrocinio dell’Ars e in collaborazione con Tecno3, Ad Majora e il Comune di Caltanissetta.
Un evento unico per la città di Caltanissetta, che ha ospitato alcuni tra i più grandi nomi della chitarra classica internazionale, i quali hanno tenuto una serie di lezioni e masterclass agli studenti che si sono iscritti per poi esibirsi in alcune delle location più suggestive della città quali come l’abbazia di Santo Spirito, il museo diocesano e la chiesa del Mazzaro a Mazzarino.
I concerti sono stati seguiti da un pubblico attento e appassionato. Il battesimo del fuoco è stato affidato al chitarrista cubano Marco Tamayo: particolarmente apprezzata la sua interpretazione dei capricci di Paganini e di un classico come la Suite 996 di Johann Sebastian Bach. Di altissimo livello anche la performance del polacco Marcin Dylla, che ha condiviso il palco con i connazionali del duo Kupinski, formato da Ewa Jablczynska e Dariusz Kupinski. Il trio ha incatnato il pubblico con delle interpretazioni di brani che portano la firma di compositori quali Bach, Sor, Castelnuovo-Tedesco, Chopin e Villa-Lobos.
Spazio anche alla chitarra di casa nostra, con il romano Andrea De Vitis che ha voluto fornire un suo personale omaggio alla città di Caltanissetta, eseguendo i brani del compositore fiorentino Mario Castelnuovo Tedesco insieme ad un particolare versione della Ciaccona di Bach. Non è stato da meno Gian Marco Ciampa, anche lui romano. Giovanissimo ma niente affatto a disagio, Ciampa ha tenuto un concerto nella chiesa del Mazzaro a Mazzarino, eseguendo un programma di brani molto vario, regalando al pubblico un viaggio dalla musica romantica al ventesimo secolo.
Molto particolare anche l’esibizione di Piero Viti, il quale, da napoletano, ha reso maggio alla sua terra d’origine con un’esibizione imperniata sui brani del suo conterraneo Ferdinando Carulli, utilizzando una chitarra del 1826, realizzata dal liutaio Gennaio Fabricatore.
Non sono stati da meno il giovane chitarrista Adriano Del Sal, i cui virtuosismi nell’interpretazione di grandi classici della chitarra hanno incantato gli spettatori e Nereo Luigi Dani, che ha suonato utilizzando una vihuela, insieme a Ginevra Gilli alla voce. Questi ultimi hanno regalato un’esibizione di interesse storico eseguendo brani del ‘500 che costituivano il repertorio musicale della corte di Carlo V di Spagna.
Non potevano mancare gli artisti del territorio nisseno, a cominciare dal duo 900, costituito dal nisseno Fabio Maida e dal mazzarinese Giuseppe Spalletta; il loro concerto ha costituito un omaggio ad Astor Piazzolla, con l’esecuzione della “Primavera portena” con i sui repentini cambiamenti di umore e ritmo, passando per “Escolaso”e “Zita”.
A chiudere il programma delle esibizioni del festival ancora Fabio Maida, ma stavolta in coppia all’oboista serradifalchese Angelo Palmeri. I due artisti compongono il Duo Astor, formazione ormai consolidata che ha, ancora una volta, eseguito numerosi brani di Astor Piazzolla tra cui spicca il celebre Libertango, oltre che composizioni di autori quali Chopin, Machado e Torroba.

