“L’Ema ha già autorizzato i vaccini. Passare dal Green pass all’obbligo è una scelta politica che spetta solo al governo. Del resto è stato già fatto per alcune categorie, come operatori sanitari e scolastici.
Solo per i minori di 12 anni il governo non potrebbe imporre l’obbligo, perché non è ancora arrivata l’autorizzazione dell’Ema per quella classe di età anche se è attesa entro fine anno”.
Così Armando Genazzani, professore ordinario di Farmacologia all’Università del Piemonte orientale e rappresentante italiano nel comitato per l’approvazione dei farmaci dell’Ema, in un’intervista a La Stampa.
La terza dose “l’Ema sta valutando se autorizzarla per una piccola percentuale di immunodepressi, che non avrebbe risposto sufficientemente alle due dosi”, “il suo pronunciamento che dovrebbe arrivare entro fine settembre”, aggiunge, anche in questo caso l’Italia potrebbe procedere direttamente, “sulla base della legge 648/96 per cui potrebbe bastare l’autorizzazione dell’Aifa e l’evidenza di studi scientifici”.
“Al momento gli studi scientifici, in particolare sui pazienti trapiantati, vanno nella direzione di una terza dose per poche persone.
Ci sono dei dati che dimostrano che aumenti il titolo anticorpale, ma non ci sono dati che dimostrino che dia un reale beneficio. Per cui probabilmente andrebbe data solo a chi non ha avuto risultati dalle due dosi e non a tutta la popolazione”, spiega Genazzani, il Green pass dura un anno perché l’immunità è stimata così, “non sembra esserci una perdita di efficacia prima di quel tempo e si spera neanche dopo, almeno per la maggior parte della popolazione”.

