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A processo per mancata bonifica di rifiuti pericolosi: WWF Sicilia Centrale ammesso parte civile.

Redazione 1

A processo per mancata bonifica di rifiuti pericolosi: WWF Sicilia Centrale ammesso parte civile.

Mar, 07/09/2021 - 15:25

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Oggi al Tribunale di Caltanissetta si è aperto il processo a carico di un 79enne di Campofranco (CL) che nel 2018 non aveva bonificato il proprio terreno ove erano depositato rifiuti pericolosi. Il WWF Sicilia centrale è stato ammesso come parte civile.

Stamani al Tribunale di Caltanissetta ha preso il via il processo a carico di un uomo di Campofranco accusato di non aver bonificato il proprio terreno ove era stata realizzata una vera e propria discarica abusiva – estesa circa 1000 mq – di rifiuti speciali e pericolosi, quali lastre di onduline in fibrocemento ed amianto, sfabbricidi, pneumatici fuori uso ed altri materiali inquinanti. Nel 2018 il Sindaco del Comune di Campofranco gli aveva ordinato di provvedere “alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi inquinati di sua proprietà in contrada Airicella” senza, però, che l’uomo vi provvedesse.

Adesso, quindi, si è aperto il processo penale avanti al giudice Nadia Marina La Rana che, nell’udienza di oggi, ha accolto l’istanza di WWF Sicilia centrale per la costituzione di parte civile, presentata dal legale dell’Associazione ambientalista avv. Salvatore Patrì di Caltanissetta. In particolare, il Giudice ha accolto la costituzione di parte civile del WWF in base alle vigenti norme in materia di “danno ambientale” ed in relazione alle finalità di tutela dell’ambiente e del territorio fatte proprie dallo Statuto dell’Associazione.

Per il presidente di WWF Sicilia centrale, Ennio Bonfanti, “si tratta di un’importante riconoscimento per il WWF nisseno, unica associazione ambientalista che si sia costituita, in relazione all’attività svolta da anni sul tema della tutela e conservazione della natura e dell’ambiente”; “Parteciperemo a tutte le udienze del processo con con grande senso di responsabilità e impegno – dichiara l’avv. Salvatore Patrì – al fine di collaborare con la Giustizia e concorrere all’accertamento in dibattimento della verità e delle eventuali responsabilità”.

Il reato per il quale si procede è quello di “omessa bonifica” previsto dall’art. 452-terdecies del Codice penale: “chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un’autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 20.000 a euro 80.000”. La discarica abusiva fu scoperta nel novembre del 2017 dai militari della Guardia di Finanza in servizio presso la Tenenza di Mussomeli.

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