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Sicilia, zona “rossa” per fornitura idrica

Redazione 2

Sicilia, zona “rossa” per fornitura idrica

Gio, 12/11/2020 - 12:32

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“I dati dei nostri rilevamenti dimostrano, settimana dopo settimana, l’urgenza di infrastrutturare il territorio italiano, idricamente sempre piu’ diversificato: non solo bisogna realizzare nuovi invasi ed efficientare quelli esistenti.

E’ necessario creare le condizioni per trasferire risorse idriche fra zone vicine, anche superando i confini regionali”: Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela dei Territori e delle Acque Irrigue, commenta cosi’ l’aggravarsi del trend costantemente segnalato dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

Ad essere in “zona rossa” sono le regioni meridionali dove, alla conclamata crisi idrica di Puglia (-77,18 milioni di metri cubi rispetto al 2019) e Basilicata (-35,97 milioni di metri cubi sull’anno scorso), si aggiunge la Sicilia su cui, in Ottobre, sono caduti solo 44,71 millimetri di pioggia (l’anno scorso erano stati mm. 99.54), accentuando la crisi delle disponibilita’ idriche, calate di oltre 42 milioni di metri cubi in un mese e registrando un deficit di quasi 86 milioni di metri cubi nel confronto con le riserve d’acqua, presenti lo scorso anno.

“La fotografia, che emerge dai nostri dati – commenta Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – e’ quella di un Paese sempre piu’ differenziato dal punto di vista idrico che, utilizzando una simbologia corrente, va dal verde del Veneto al rosso delle regioni meridionali a rischio di lockdown irriguo.

Si e’ appena conclusa una stagione agricola idricamente difficile in Puglia, Basilicata e Sicilia; la speranza e’ che la stagione autunno-vernina porti le attese precipitazioni, evitando al contempo possibili conseguenze idrogeologiche su un terreno inaridito.

Ad essere a rischio e’ il fiorente settore primario dell’Italia meridionale, messo in difficolta’ da una crisi climatica, al cui incedere non corrisponde altrettanta velocita’ di risposte per incrementare la resilienza dei territori”.

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