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Caltanissetta, percezione di insicurezza in città. Il Questore: “Noi siamo presenti”

Marcella Sardo

Caltanissetta, percezione di insicurezza in città. Il Questore: “Noi siamo presenti”

Mer, 25/11/2020 - 12:48

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Caltanissetta, percezione di insicurezza in città. Il Questore: “Noi siamo presenti”

“Le forze dell’ordine ci sono, sono presenti nel territorio e intervengono sempre a sostegno dei cittadini”.

Ha esordito così il Questore Emanuele Ricifari all’appello che molte cittadine nissene gli hanno rivolto sottolineando la loro sensazione di insicurezza percepita nelle strade nissene. Un’emozione che, negli ultimi 15 – 20 anni, è andata crescendo in modo esponenziale portando un cambiamento nello stile di vita dei Nisseni.

Il Questore ha spiegato che l’insicurezza è spesso legata a diversi fattori tra questi la scarsa frequentazione del luogo o la presenza di persone appartenenti a nazionalità o culture differenti. “Ciò che non è noto spesso fomenta la percezione di insicurezza ma invitiamo la popolazione a saper cogliere gli indicatori di pericolo e, se possibile, cercare di evitarli o contrastarli affidandosi tempestivamente alle forze dell’ordine”.

Per saper leggere e interpretare le condizioni complessive di sicurezza urbana è necessario, però, analizzare diversi fattori di tipo strutturale e ambientale.

Caltanissetta ha molte zone con scarsa illuminazione e grande presenza di persone che vi abitano. Un brusio di sottofondo, una luce che si accende in un sottoscala possono, nel silenzio delle vie, creare una sensazione di insicurezza.

“Io stesso ho spesso passeggiato nelle strade a piedi, spostandomi tra le vie del centro storico e della periferia – ha proseguito il Questore – e, oggettivamente, posso comprendere chi avverte una sensazione di insicurezza. Tanti sono i fattori dai quali sentirsi gravati. Tra questi il buio, la scarsa illuminazione del luogo, i fatti di cronaca che possono rimbalzare nelle pagine nazionali, lo spopolamento delle abitazioni del centro da parte dei nisseni e il conseguente aumento della percentuale di persone che appartengono ad altre culture ed etnie”. Uno stile di vita differente che può generare ansia e timore dell’ignoto.

Decoro urbano, presenza di attività commerciali e vita cittadina sono indicatori che, sicuramente, consentono al cittadino e alla cittadina di potersi muovere con disinvoltura e serenità senza temere che lo sguardo sconosciuto o l’ombra sfuggente siano, necessariamente, un pericolo di cui avere timore.

L’unica soluzione per “risolvere il problema”, dunque, è quella di favorire il movimento di più persone, promuovere un ripopolamento del territorio, l’apertura di attività commerciali e tornare a rendere abitate le case abbandonate.

“L’intervento della Polizia è sempre assicurato per risolvere l’episodio occasionale – ha concluso il Questore con fermezza e tono rassicurante – ma questo non rende più gradevole il territorio”.

Per questo passaggio, che non è di competenza della Polizia, è necessario l’impegno e la sinergia di tutti i cittadini e le istituzioni.