Il futuro che possiamo aspettarci
Nell’ultimo triennio, la raccolta derivata dai giochi è raddoppiata. Di questo evento sono state soprattutto protagoniste le scommesse sportive, specialmente quelle a quota fissa che deriva dalla facilità del gioco reso molto attrattivo e dalla completezza dell’offerta dei siti scommesse con la possibilità di scommettere su eventi sui quali possiamo già vedere in anticipo l’ammontare della vincita.
Nel gioco d’azzardo esistono diversi tipi di livelli di tassazione, di solito sono alla fonte, le tasse vengono pagate dai bookmaker mentre la dichiarazione dei redditi non doveva essere fatta per via di questa tassazione alla fonte.
Quest’anno sono state introdotte nuove regole sulla tassazione che il governo italiano ha deciso fossero necessarie per finanziare il recupero degli sport a seguito della chiusura forzata peer via del coronavirus. Si tratta di una tassa dello 0,50% sul fatturato delle scommesse sportive dei licenziatari.
Si parla poi di adottare il Fondo Sport che sarebbe ad esempio una tassazione sulle scommesse pari all’1% sulla raccolta, il doppio dell’attuale 0,50%. Noterete la differenza, in questo caso si parla della raccolta fondi e non dei ricavi. Questa sarebbe sostanzialmente questo: Un giocatore che scommette 50 euro e poi vince 200, il sito di scommesse incassa 150 euro però deve pagare la tassa anche sui 50 euro scommessi.
Al presente, per le scommesse online la pressione fiscale è di circa 30%. Quando questo numero compariamo con il Regno Unito e le loro tasse, risulta quasi il doppio e circa 7 volte l’imposizione fiscale di Malta, che è una delle prime licenze che regolavano il gioco d’azzardo e le scommesse online.
Il futuro che possiamo aspettarci
Gioco d’azzardo nella storia ha servito per recupero da certe situazioni che richiedevano per dirlo semplicemente fondi. Fondi che poi sarebbero andati per il recupero dalle situazioni di difficoltà. I più grandi operatori di gioco d’azzardo che operano legalmente e con la licenza nel nostro paese invece non possono essere soddisfatti dei piani dei legislatori di imporre una nuova tassa di scommesse sportive online e un’imposta sul reddito, intesa a sovvenzionare gli “sport italiani in difficoltà”. Questa legge impone pagamenti che sono cospicui in tasse allo stato italiano.
Il Parlamento italiano ha avviato la discussione sulla proposta di “decreto di riattivazione”, il cui obiettivo è aiutare le aziende in difficoltà e la società in generale a riprendersi dagli effetti finanziari a lungo termine della pandemia di coronavirus.
Diversi legislatori italiani hanno segnalato la possibile approvazione di una tassa dello 0,75%, applicabile a tutte le scommesse su sport online, vendita al dettaglio e contenuti virtuali. Nel 2021 ci aspettano altre tasse e possibili decreti che diventano legge e quando la crisi passa cosa succederà? Siamo sicuri che tra un anno o più ritorna la tassazione come prima? Sono tutte le domande a quali ancora non possiamo dare la risposta e dobbiamo aspettare lo sviluppo della situazione riguardo lo sport, coronavirus e scommesse.
Gioco d’azzardo è un settore che non conosce la crisi tutto sommato. È stato dimostrato anche durante il periodo di isolamento e coprifuoco di quest’anno. Il futuro non dovrebbe preoccuparci!

