Per avere figli eccellenti negli studi e soddisfatti sul lavoro dargli da fare le faccende domestiche è meglio che iscriverli a corsi di scacchi, aggiungere lingue orientali al curriculum o fargli fare quiz di intelligenza o rompicapo. Le pulizie sono raccomandate ai più piccoli perché i bambini che aiutano in casa crescono più responsabili e molto più autosufficienti, riscuotendo successo negli studi e nel lavoro.
Le pulizie come chiave del successo futuro sono incluse nel nuovo libro ‘Raising can-do kids’ (uscita su Amazon ad agosto, edito da Perigee Books), scritto dallo psicologo comportamentale Richard Rende, autore del blog Red Hot Parenting, molto seguito negli Stati Uniti, insieme a Jen Prosek, fondatore e CEO di una delle società di relazioni pubbliche più note al mondo, con sede a New York. “I genitori oggi desiderano che i loro figli dedichino più tempo per avere successo quando saranno adulti, investendo per loro tempo e denaro in attività particolari ma, ironicamente, hanno smesso di chiedere loro di fare le faccende in casa, che invece è un aspetto chiave del successo ” – ha spiegato Rende al Wall Street Journal –
“Decenni di studi mostrano i benefici delle faccende domestiche sugli studi, a livello emotivo e perfino professionale”.
Pulire la casa, con compiti differenziati per ogni età e senza distinzione fra i sessi, fa crescere i figli con un maggiore senso di responsabilità, padronanza e indipendenza anche secondo Marty Rossmann, professore emerito all’università del Minnesota che ha condotto una ampia indagine sui bambini seguendoli a diverse età, all’asilo e fino ai 20 anni, scoprendo che i giovani che aiutavano in casa già a 3-4 anni avevano ottime relazioni in casa e con gli amici, buon curriculum di studi e ottimo livello di autosufficienza, comparato con chi invece aveva iniziato a fare qualcosa solo a 10 anni di età.
Rifare solo il proprio letto però non basta. Per avere effetti positivi bisogna anche sistemare le cose altrui, come spazzare cucina e soggiorno per evitare che si pensi solo a se stessi. Perciò sarebbe bene fare tutti insieme le pulizie, aiutandosi l’uno con l’altro e che i genitori diano per primi il buon esempio.
Come organizzare il nuovo stile di vita dei figli? Rispondono gli esperti al quotidiano finanziario statunitense: “Dando orari precisi per le pulizie, da inserire fra le lezioni di piano e la partita di pallone, iniziando con pochi compiti semplici e aumentando i livelli di difficoltà col tempo, come se le pulizie fossero un videogame, ad esempio insegnando loro a sistemare i vestiti negli armadi e nei cassetti e a riempire la lavapiatti. Le pulizie devono divenire routine e mirate a prendersi cura degli altri componenti della famiglia, non devono essere un lavoro solo per se stessi”.
Ultimo suggerimento è di tenere separate la paghetta dai lavori in casa perché associare le pulizie al danaro fa perdere gli effetti positivi sul senso di altruismo trasformando tutto solo in un business fine a se stesso. Cosa accade in Italia? “In Italia il contributo dei figli al lavoro familiare è piuttosto modesto e le femmine fanno decisamente più dei maschi, seppure si tratti di compiti marginali” – spiega all‘ANSA il sociologo Lorenzo Todesco, ricercatore all’Università di Torino e autore del libro “Quello che gli uomini non fanno. Il lavoro familiare nelle società contemporanee” (Carocci 2013). Lo studioso ha condotto una rassegna degli studi esistenti sulla suddivisione del lavoro familiare italiano ed internazionale e spiega: “Solo tra i tre e i dieci anni, i bambini e le bambine si impegnano in casa per lo stesso tempo: 14 minuti al giorno i primi, 17 le bambine. Dopo, fine della parità. Tra gli undici e i diciassette anni, le femmine si impegnano 48 minuti al giorno, i maschi 22. Fra i 18 e i 24 anni un’ora e 30 per le femmine contro i 27 minuti dei maschi. Dopo i 24 le ragazze dedicano un’ora e 55 minuti, gli uomini 35 minuti. Mano a mano che il coinvolgimento aumenta le differenze si accentuano”.
“Non solo: ai maschi viene chiesto di fare attività per loro come mettere in ordine la stanza, mentre alle femmine vengono richieste cose che riguardano l’intera famiglia come apparecchiare, pulire il salone o tenere d’occhio il fratellino” conclude Todesco.

