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Fratelli uccisi nel nisseno: indagato confessa il delitto

Redazione

Fratelli uccisi nel nisseno: indagato confessa il delitto

Mar, 29/09/2020 - 11:30

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Fratelli uccisi nel nisseno: indagato confessa il delitto

Una traccia di Dna lasciata sull’auto delle due vittime, l’analisi dei tabulati telefonici e la visione attenta delle telecamere dell’impianto fotovoltaico delle campagne di Delia hanno tradito Florin Scurtu, accusato di essere l’autore del duplice omicidio dei fratelli Filippo e Calogero La Monaca, uccisi a colpi di pietra nel loro terreno di contrada Deliella. I carabinieri del nucleo investigativo di Caltanissetta, coordinati dal maggiore Fabio Pasquariello, hanno impiegato poco piu’ di 3 mesi per risolvere quello che all’inizio appariva come un vero e proprio giallo. Movente del duplice omicidio una lite per i pascoli come lo stesso giovane ha confessato nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto dinanzi al Gip Valentina Balbo.

“Un lavoro investigativo particolarmente difficile vista la complessita’ della scena del crimine – ha spiegato il colonnello Baldassare Daidone, comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta – e un delitto di particolare efferatezza avvenuto a colpi di pietra. Qualche giorno prima c’era stato un diverbio tra i due fratelli e l’arrestato il quale era stato redarguito per aver fatto pascolare il gregge nel loro terreno. Il giorno del duplice omicidio Scurtu si e’ recato dai due fratelli per un chiarimento e la lite e’ poi degenerata”. “Prima l’omicida ha colpito Filippo, che tra i due fratelli era quello piu’ in forma pur trattandosi sempre di un anziano, – ha proseguito – Daidone – per poi colpire Calogero che per camminare utilizzava un bastone e con tutta probabilita’ ha provato a scappare.

Il ragazzo, seppur basso di statura, e’ dotato infatti di una notevole forza fisica. Dopo il delitto il giovane ha tentato maldestramente di occultare i due cadaveri. Quello di Filippo e’ stato messo vicino ad un’auto data alle fiamme mentre quello di Calogero e’ stato nascosto a 200 metri all’interno di un edificio utilizzato anche come deposito degli attrezzi”.