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Al cimitero io multato ingiustamente, nessun sotterfugio

Redazione

Al cimitero io multato ingiustamente, nessun sotterfugio

Sab, 04/04/2020 - 21:04

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Al cimitero io multato ingiustamente, nessun sotterfugio

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In riferimento all’articolo pubblicato nelle nostre pagine intitolato “Nel nisseno << Mi serve un prestito vediamoci al cimitero>> beccati e sanzionati” il destinatario della sanzione desidera dare qualche chiarimento sulla vicenda che lo ha visto protagonista in quanto agente finanziario:

“Nel pieno rispetto del DPCM del 11 marzo 2020 sulle norme Anti Coronavirus, in quanto agente in attività finanziaria e assicurativa con codice ATECO 66, ho esercitato il mio diritto a continuare a svolgere la mia attività professionale seppur nel rispetto di tutte le norme di sicurezza suggerite o imposte dalla situazione contingente.

Ieri pomeriggio, dovendo incontrare un cliente, mi sono spostato da Caltanissetta a Resuttano. Durante il tragitto ero stato già fermato dalla Polizia Stradale nella prossimità del bivio autostradale PALERMO-CATANIA. Gli agenti, dopo aver verificato l’autocertificazione e le “comprovate esigenze lavorative”, mi hanno autorizzato a proseguire nel percorso.

Il contratto di finanziamento del cliente, infatti, per essere valido deve essere firmato dallo stesso. Condizione che deve essere necessariamente effettuata di presenza. Per agevolare il mio cliente, dipendente del Comune di Resuttano in servizio ieri pomeriggio in qualità di guardiano cimiteriale, mi sono offerto di raggiungerlo io nel suo luogo di lavoro piuttosto che farlo arrivare a Caltanissetta.

La scelta della sede dell’incontro (il già citato cimitero) non era stata studiata per avere cautela e circospezione bensì perché luogo di lavoro del cliente.

Pervenuti sul posto i Carabinieri, però, hanno ritenuto l’incontro non necessario o, eventualmente, “differibile e gestibile per via telefonica o telematica” e hanno proceduto con una sanzione. Multa alla quale sia io sia il mio cliente intendiamo appellarci poiché tale incontro era legittimo, legale e, soprattutto, non gestibile in altra forma se non quella materiale di una tradizionale firma olografa sul contratto cartaceo”.

Foto: Archivio