Il governo ha “chiuso” la Lombardia e le altre 14 province e in molti si sono precipitati nelle stazioni per partire verso le città di origine o in altre Regioni. Sabato sera centinaia di persone, infatti, si sono riversate alla stazione Garibaldi, dove alle 23.20 è partito l’ultimo Intercity. I viaggiatori sono saliti anche senza biglietto, disposti a pagare la multa pur di restare a bordo. Nessuna corsa, per ora, all’aeroporto di Linate, a Milano.
La situazione permane preoccupante anche stamani, domenica 8 marzo. E’ affollato da prima delle 7 il terminal di Lampugnano, a Milano, il principale scalo per i pullman di linea diretti in tutta Italia e all’estero. Sono circa in 150 ad attendere gli autobus soprattutto stranieri, preoccupati di non poter tornare al loro Paese, e studenti, che per lo stesso motivo vogliono rientrare in famiglia. In genere, a quest’ora della domenica mattina lo scalo e’ quasi deserto.
Sta scatenando grandi polemiche sui social un video che mostra la stazione Garibaldi di MILANO piena di gente in fuga dalla Lombardia dopo le anticipazioni della bozza del Cpdm che blinda la regione e numerose altre province. Oltre ai video della gente che sciama verso i binari, in rete gira anche la foto di un treno pieno, con gente seduta persino negli strapuntini dei corridoi di quello che dovrebbe essere l’ l’Intercity Notte Roma-Napoli-Salerno. “Follia pura – commenta sui social il virologo Roberto Burioni – Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con se’ il contagio. Alla fine l’unico effetto e’ quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole”.
Alcuni hanno replicato alla notizia della fuga in massa da MILANO diffusa sui social postando invece l’immagine della stazione centrale deserta gia’ alle 23.20, mentre altri hanno chiesto di fermare l’Ic partito da Torino porta Nuova, subito ribattezzato ‘Cassandra Crossing’.
Non ci sono dati ufficiali, ma un conteggio approssimativo di bus e treni che dalle 22 di ieri, sabato 7 marzo, sono partiti dalla Lombardia, lasciano ipotizzare che siano almeno 5mila le persone che sono “fuggite” verso il sud; principali mete la Campania, la Calabria e la Sicilia.

