Stage di alternanza scuola-lavoro a Berlino per le quarte classi del liceo scientifico “A. Volta” di Caltanissetta

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Si è concluso con un lungo stage estivo a Berlino il progetto PON Al lavoro per la salute: lavoro ricerca tecnologia, progetto finalizzato al potenziamento dei percorsi di alternanza scuola lavoro all’estero e indirizzato alle classi quarte dell’IISS A. Volta.

L’attività, coordinata dalla prof.ssa Giusi Lima, docente di Scienze, nonché Funzione Strumentale per l’Alternanza, si è prefissa come  obiettivo principale il fornire agli allievi gli strumenti necessari per intraprendere nuovi itinerari formativi e professionali specifici, in relazione agli sbocchi occupazionali del comparto.

Fondamentale per il percorso formativo il contributo dell’Università di Palermo, rappresentata dalla dottoressa Ilenia Vitrano, ingegnere chimico e dottoranda  con esperienza pregressa di studio presso università tedesche: tramite l’intermediazione dell’ateneo palermitano, il Volta  ha sviluppato collaborazioni con istituzioni sanitarie della Germania, Paese di destinazione del progetto, ed in  particolare sono state intrapresi accordi di collaborazione con due istituti di grande rilievo internazionale: il  MaxPlanckInstitute of Colloids and Interfaces Department of Biomaterials  e l’Institutfür Integrative Neuroanatomie Charité- UniversitätsmedizinBerlin. La società MaxPlanck è un ente pubblico di ricerca scientifica, fondato nel 1992, il quale ha acquisito fama mondiale nel campo della ricerca scientifica e tecnologica: basti pensare che l’ente  vanta tra i suoi ricercatori illustri ben diciotto premi Nobel, più di qualsiasi altra istituzione mondiale. Attualmente al suo interno lavorano circa 350 ricercatori, i quali non rivestono un ruolo permanente, ma lo rinnovano ogni cinque anni, in modo tale da garantire l’aggiornamento scientifico e professionale.

Altrettanto prestigioso il profilo della Charité,uno dei più grandi ospedali universitari in Europa, che consta attualmente di circa cento dipartimenti e istituti, che costituiscono un totale di diciassette diversi centri Charité. L’istituto vanta con orgoglio oltre la metà di tutti i vincitori del premio Nobel tedesco in Fisiologia o Medicina, tra cui Emil von Behring, Robert Koch e Paul Ehrlich. Charité è rinomata a livello internazionale per la sua eccellenza nell’insegnamento, nella formazione, nelle cure cliniche e nelle ricerca. Charité – Universitätsmedizin Berlin rappresenta una singola facoltà di medicina, che serve sia HumboldtUniverstitätzuBerlin e FreieUniversitätBerlin.

Intenso il programma delle tre settimane dello stage: durante la prima, presso i locali messi a disposizione dalla Charitè,  sono state presentate le aziende partner e approfondite le tematiche  scientifiche in chiave propedeutica. La seconda settimana ha previsto l’intensificarsi delle lezioni, vertenti sui materiali biologici, su questioni biomediche esaminate dai punti di vista chimico e fisico e sulle soluzioni più evolute atte a risolvere i problemi ingegneristici incontrati dagli organismi naturali. Oltre a seguire le lezioni, gli studenti sono stati introdotti nei laboratori, corredati di strumentazione di alta tecnologia, al fine di trovarsi coinvolti in un concreto contesto professionale. Particolarmente vario infine il programma della terza settimana presso il Charitè , durante la quale gli allievi hanno approfondito argomenti prettamente scientifici (struttura e funzione del sistema neuromuscolare, meccanismi molecolari e cellulari dell’atrofia muscolare scheletrica, fisiologia gravitazionale, microscopia confocale, scienze della vita spaziale, fisiologia dell’esercizio, contromisure nel volo spaziale), hanno assistito ad esperimenti miranti a determinare le caratteristiche elettrofisiologiche delle cellule nervose, per sperimentazioni utili a contrastare  malattie come il morbo di Alzheimer e la demenza senile ed infine hanno assistito, nelle aule di anatomia, a lezioni con osservazione diretta di organi del corpo umano.

L’intero progetto PON ed, in particolare, lo stage berlinese sono stati ideati come un ponte di passaggio dal sistema scolastico a quello del lavoro e pertanto hanno  fornito agli studenti non solo le conoscenze teoriche basilari, ma, soprattutto, hanno consentito loro  di inserirsi concretamente in un prestigioso  contesto scientifico e professionale, per analizzarne gli elementi costitutivi; altra finalità raggiunta, primaria per il futuro degli allievi, l’identificazione delle proprie capacità e competenze, la valorizzazione delle proprie inclinazioni professionali, risorsa insostituibile per orientarsi in materia di istruzione, formazione e occupazione. Il progetto inoltre si inserisce nel contesto delle trasformazioni in atto nel settore, favorendo le opportunità occupazionali, tramite il superamento dei problemi della precarietà del lavoro, agevolando l’incontro in termini qualitativi e quantitativi fra la domanda e l’offerta di lavoro, con la conseguente riqualificazione dell’offerta socio-sanitaria e tecnologica locale del territorio di appartenenza.

Ulteriore elemento di forte ricaduta didattica e autentico valore aggiunto del progetto il forte potenziamento linguistico: scontato sottolineare che tutte le attività descritte si sono svolte in lingua inglese, la cui pratica viva è stata il veicolo necessario per l’apertura a nuovi orizzonti culturali e umani e ad altre realtà professionali.

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