Mussomeli, inaugurata e intitolata a Salvatore Palumbo palestra comunale di Via Olimpia

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MUSSOMELI – La città non dimentica i suoi sportivi. E grazie ad una mozione presentata a giugno dello scorso anno in consiglio comunale  dal gruppo “Diventerà bellissima” (Gero Valenza, Ruggero Mancino e Toti Nigrelli) e approvata all’unanimità dei consiglieri presenti nell’aula “Francesca Sorce” , ieri 11 settembre 2019, è stata intitolata a Salvatore Palumbo la nuova palestra di Via Olimpia. Centrocampista 35enne, ex calciatore del Mussomeli , detto “Vialli” per via delle sue caratteristiche atletiche, mancato per cause naturali  la notte del 14 luglio del 2004, Salvatore Palumbo ha lasciato un ricordo indelebile nei suoi amici  come testimonia la targa che lo ricorda  che tra l’altro recita: ”Ragazzo con il sole nell’anima, il cielo nel sorriso,e lo sport nel cuore”. La tragedia avvenne nella casa dove viveva coi genitori in Via Concetto Marchesi , poche ore più tardi aver lasciato gli amici, e tra questi, l’allora primo cittadino Gero Valenza, coi quali era stato insieme a cena, dopo una serata dedicata allo sport, giocando per un’ora al calcetto. Anche la palestra di Via Madonna di Fatima sarà ricordata ad un altro giovane sportivo mancato: Calogero Tulumello. Con l’inaugurazione  della palestra comunale “Salvatore Palumbo”, Mussomeli si riappropria di una struttura costruita, oltre trent’anni fa e pressoché mai aperta, tranne un breve periodo, prima di essere distrutta dai vandali. Un autentico palazzetto dello sport  che da ieri sera fa bella mostra di sé al servizio della comunità. E i cerchi olimpici così come il tricolore  realizzato  con i supporti  plastificati  a servizio della gradinata, verde, bianco e rosso, sembra volere invitare al trionfo dello sport  in una struttura che appartiene a tutti. E già ieri mattina i bambini in visita coi loro insegnanti sgranavano gli occhi dalla meraviglia della struttura. La storia di questa palestra  comincia nel lontano 1985, ben 34 anni fa,  quando venne approvato il progetto originario  dell’importo complessivo di 600 milioni delle vecchie lire. I lavori furono ultimati il 14 dicembre 1988, ma il collaudatore dichiarò le opere con collaudabili . In seguito la palestra fu chiusa e le porte vennero perfino murate alfine di evitare utilizzi abisivi (Vi dormivano extracomunitari). Poi, addirittura, diventò una pubblica discarica. Quindi, fu concessa in uso  ad un privato per lo stoccaggio dei cartoni.(Roberto Mistretta : LA SICILIA)

Massiccia partecipazione e nuova palestra gremita, mercoledì sera, con la presenza del sindaco, degli assessori Canalella e Lo Conte, del Presidente del Consiglio, dei consiglieri, della famiglia Palumbo, a cui è stata riservata il taglio del nastro, in occasione, appunto,  dell’inaugurazione della nuova palestra comunale,   dell ’ex atleta  olimpico di pesistica e tecnico federale della FIPE Giovanni Scarantino, delle Associazioni  “Mussomeli Tennis Club”, “ Asd Oxygena” e il Gruppo bandistico “Mons Mellis”. Per la benedizione della struttura, presente il diacono don Pierenzo Costanzo. Ha coordinato l’evento l’assessore allo sport Seby Lo Conte, che ha curato l’organizzazione nei minimi particolari  e dando il suo benevenuto a tutti i presenti.  “Oggi per Mussomeli è un giorno speciale, ha detto il presidente del consiglio Gero Valenza nel suo intervento; si ricorda, si dà merito ad un suo figlio nel modo più alto e più degno  e cioè intitolandogli questa struttura sportiva multifunzionale  che finalmente apre i battenti,  dopo che le varie Amministrazioni,  che si sono succedute nel tempo,  hanno contribuito alla sua realizzazione. A tale proposito, voglio ringraziare il Consiglio Comunale di Mussomeli, che ho il piacere e l’onore di presiedere, per avere votato all’unanimità la delibera di intitolazione proposta all’Amministrazione Comunale per averla accolta. Consentitemi, innanzitutto, di manifestare  la mia profonda commozione per questo evento in cui mi sento intimamente coinvolto. Sono consapevole che il giusto tributo che stiamo offrendo alla sua memoria, non cancella, anzi rafforza  un profondo senso di vuoto che scaturisce dalla consapevolezza che dal giorno della sua scomparsa, Mussomeli è molta più povera”.


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