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Dalla guerra in Iran stangata prezzi da 1.000 euro a famiglia

Redazione

Dalla guerra in Iran stangata prezzi da 1.000 euro a famiglia

Dom, 03/05/2026 - 16:16

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La riduzione del taglio delle accise scattata dal 2 maggio si è scaricato sul prezzo della benzina che è aumentato e peserà sugli automobilisti in rientro dal ponte del primo maggio. E’ questo solo l’ultimo effetto dell’impatto che la guerra in Iran ha comportato sui prezzi, con un costo che il Codacons ha calcolato sfiora i 1.000 euro annui per una famiglia. Da febbraio ad oggi sono aumentati del 38% i combustibili liquidi, del 13% il gas, di oltre il 18% i biglietti aerei. Ma i rincari, visibilissimi sulle bollette, hanno toccato anche la spesa di frutta e verdura. “La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio – spiega il Codacons – causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati. Il conto di tale situazione si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, di 926 euro su base annua”. Solo nell’ultimo giorno il prezzo della benzina è aumentato di 9,8 cent, per effetto del venir meno di parte dello stop delle accise. L’Unione Nazionale dei Consumatori ha fatto il conto sul pieno, che costerà 4,9 euro un più per chi rientra da questo ponte primaverile. Ma basta fare il confronto con il 30 aprile, prima della riduzione da 20 a 5 centesimi dello stop alle accise sulla benzina, per scoprire che l’aumento è stato di circa 15 centesimi, passando da una media di 1,746 euro a 1,890 euro il litro. E’ rimasto sostanzialmente fermo, invece, il costo del gasolio a 2,047 euro il litro. A guardare sugli aumenti partiti da dopo la guerra in Iran è però uno studio realizzato dal Codacons sui dati diffusi dall’Istat. I prodotti ad aver subito il rialzo più forte sono i combustibili liquidi (benzina, diesel, cherosene, gasolio per riscaldamento ecc.), che in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%. Ma ci sono a pesare anche le bollette, con il gas cresciuto del 13%. Nota dolente, poi, sono i trasporti, con i prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si impennano del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +6%; per il noleggio di mezzi di trasporto personali si spende l’8,8% in più. Sul fronte degli alimentari, in soli due mesi frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, ecc. del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l’aumento è del +7,8%, +7,5% gli agrumi. 

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