Giustizia. Gambino (M5S): “Corte d’Appello di Caltanissetta è salva”

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CALTANISSETTA – “La Corte d’Appello di Caltanissetta è salva e soprattutto saranno attivate tutte le valutazioni a livello nazionale per dotare questa eccellenza di uomini e strumenti anche in un’ottica di allargamento giurisdizionale. Non posso che essere soddisfatto della visita del Ministro Alfonso Bonafede e dell’impegno che il suo importante dicastero ha assunto verso la mia città”. A dichiararlo è il candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle Roberto Gambino a proposito della visita del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede alla Corte d’Appello nissena. “Dobbiamo ricordare – spiega Gambino – che in questo palazzo, non solo si celebrano alcuni tra i processi più importanti d’Europa ma che questo rappresenta un fondamentale presidio dello Stato, senza contare il chiaro indotto economico che la comunità nissena non può permettersi di perdere, così come è avvenuto in passato per politiche scellerate a tutti i livelli istituzionali. Già da candidato sindaco, ho avuto prova di avere un governo nazionale disponibile all’ascolto e al confronto. Voglio ringraziare pubblicamente i vertici del tribunale di Caltanissetta dal suo presidente il dottor Daniele Marraffa ai suoi uffici, la Corte d’Appello retta dalla dottoressa Maria Grazia Vagliasindi e ancora il procuratore capo Amedeo Bertone, nonché il consiglio dell’ordine degli avvocati retto dal presidente Pierluigi Zoda e ancora l’avvocatura e magistratura per la loro cortese interlocuzione istituzionale. Senza le loro preziose indicazioni questo risultato non sarebbe stato possibile. Non mi interessano le polemiche di chi ha scippato cosa, non mi interessano gli annunci strombazzanti degli altri candidati. Non mi interessa chi trasforma i fallimenti in proclami, vedi il declassamento del trauma center del Sant’Elia. A me interessa lavorare nell’unico modo che conosco: con il massimo impegno per la mia città e per i cittadini nisseni. Oggi incassiamo questa importante vittoria e continuiamo ad andare avanti per altri obiettivi. Avevo promesso che la Corte di Appello non avrebbe chiuso e l’ho fatto” – conclude Gambino.

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