Sanità. De Luca (M5S): “Decisione Tar che annulla gara milionaria conferma quanto denunciamo da mesi”

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Il deputato Ars: “Adesso la parola passi alla Corte dei Conti per possibile danno erariale”. 

PALERMO – “Lo diciamo da luglio. Quella nomina a componente di commissione per un mega appalto milionario non poteva passare sotto silenzio. Un incarico così delicato in materia sanitaria era stato affidato a un geologo. L’Urega, infatti, aveva inserito il geologo in una sottocommissione da cui era stato sorteggiato per tale ruolo e così la Centrale Unica di Committenza se lo è ritrovato componente di commissione di gara. La politica poteva e doveva arrivare prima della magistratura, ma nessuno dal Governo Musumeci ha mosso un dito. Il niet del Tar conferma che quanto avevamo denunciato noi era vero, ora parola alla Corte dei Conti”. A denunciarlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca che, a luglio scorso, aveva sottolineato “l’assoluta inopportunità della nomina del geologo Domenico Pontillo a componente di commissione di gara per uno degli appalti più importanti della sanità del valore di 202 milioni di euro”.

“La decisione del Tar di Palermo – aggiungono i componenti M5S della Commissione Sanità Ars Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Giorgio Pasqua – potrebbe profilare adesso la possibilità di un danno erariale. Per questo motivo oggi in commissione Sanità all’Ars abbiamo deciso di inoltrare alla Corte dei Conti la richiesta di verificare quanto accaduto”.

“Il danno è reale – sottolinea Antonio De Luca – la gara infatti, ha avuto un costo che non ha portato a nulla ed è da rifare, ma il danno più grave in assoluto lo pagheranno i siciliani, poiché il rinnovo delle forniture elettromedicali di tutta la Sicilia avverrà con grave ritardo e quando si recheranno in ospedale troveranno macchinari obsoleti e che necessitano di costante manutenzione”.

“Morale della favola – conclude il deputato – nessuno ha avuto il coraggio di annullare la gara d’appalto in autotutela, come gli avevamo proposto noi, provocando così un danno incalcolabile ai siciliani. Un danno che adesso qualcuno dovrà pagare”.