Salute

Mussomeli, cani trasferiti nel canile di Crotone. Formalizzata denuncia ai carabinieri

Carmelo Barba

Mussomeli, cani trasferiti nel canile di Crotone. Formalizzata denuncia ai carabinieri

Sab, 20/05/2017 - 13:28

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MUSSOMEL – Dopo le proteste degli animalisti, è sfociata in un’articolata denuncia presentata ieri mattina alla Stazione dei carabinieri la contestazione in atto sui randagi catturati in città e ospitati nei due canili del territorio (Mussomeli e Montedoro).
A formalizzare la denuncia/fiume (dalle 10 alle 13.30) è stata Cinzia Calà presidente dell’associazione “Cuore randagio” supportata dai testimoni oculari Elio Ferreri (titolare del canile) ed Erika Diliberto (amante degli animali). Nel verbale di denuncia (con foto allegate), si parla apertamente di maltrattamenti perpetrati contro i dieci randagi (per gli altri 35 c’è l’impegno a farli adottare da Cuore randagio), trasferiti giovedì a Crotone su mezzi e in gabbie ritenute non idonee, puntando l’indice contro tutti coloro che, nonostante le contestazioni, hanno permesso tale trasferimento.
Insomma è tempo di carte bollate per la questione randagismo a Mussomeli. Randagi che l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Catania, per una questione di risparmio economico (la loro cattura, mantenimento e custodia incide per circa 130.000 euro all’anno), ha affidato alla ditta Mister dog di Crotone.
E qui va aperta una doverosa parentesi. Già nel 2009, l’allora amministrazione Mancuso, decise di rivolgersi alla stessa ditta per trasferire in Calabria tutti i cani custoditi nel canile di Elio Ferreri. Quel trasferimento però non fu indolore, basti dire che Ferreri per il dispiacere dimagrì di 15 kg in pochi giorni, ebbe una crisi depressiva e in un estremo gesto di protesta contro la burocrazia fece abbattere metà canile, un sogno in cui aveva investito quattrini, tempo e tanta passione. Ripresosi grazie all’amore ed al sostegno dei suoi familiari, Elio Ferreri ha rimesso in sesto il canile adeguandolo alla normativa vigente ed ha ripreso a lavorare, ospitando anche cani catturati a Mussomeli. Ma tra lui e la burocrazia locale, è sempre stata guerra aperta. Cartacea e legale.
E arriviamo ai giorni nostri, col fenomeno randagismo sempre da allarme rosso, con cuccioli e cani abbandonati e diversi randagi uccisi. Da parte sua il Comune bandisce una gara biennale al ribasso di 70.000 euro annui. Gara che va deserta per tre volte, fintanto che si arriva al legittimo affidamento alla Mister dog, unica ditta partecipante, che propone un prezzo competitivo e si aggiudica la gara per 1,87 euro al giorno per cane.
A quel punto scattano le proteste e Fabio Calì della Lida si dice disposto, pur di evitare sofferenze ai cani, a tenerli per lo stesso prezzo, ma il sindaco ribatte che la gara è stata regolarmente assegnata, e bisognava pensarci prima. Tuttavia si dice disponibile per il futuro ad affidare in loco la custodia, ma il dialogo tra Catania e Calì non prosegue, così come non porta da nessuna parte l’interlocuzione tra il sindaco e Ferreri circa l’eventuale affitto del canile al Comune. E se è pur vero che i problemi economici ci sono, in merito ai randagi si ha comunque la sensazione che pregresse e irrisolte problematiche, continuino a condizionare ogni decisione.
E va da sé che non si escludono controdenunce in merito a tale questione.
Invero la normativa esistente in materia è molto vasta, ma il problema di fondo sta nei costi per i quali i randagi incidono non poco sui bilanci comunali. Bilanci sempre più asfittici, mentre la burocrazia che conta scarica sull’anello debole della catena, ovvero i sindaci, l’onere di gestire tale enorme problema di indubbio impatto sociale, come purtroppo la cronaca insegna. (di Roberto Mistretta)

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