MUSSOMELI – Non ci sta l’artista Peppe Piccica a registrare la totale assenza di bonus per la sua categoria, costretta, a volte, a stringere la cinghia, come lo stesso scrive, per sbarcare il lunario. Maggiormente lo ha fatto innervosire quanto è stato detto nella trasmissione serale di “Porta a Porta”, allorquando stava seguendo, con un certo interesse e curiosità, l’argomentare, portato avanti con gli ospiti in studio, da Bruno Vespa, e, specificatamente, il discorso sulle natalità. E così, carta e penna, o meglio, utilizzando la tastiera del suo computer, di getto, ha sciorinato il suo chiaro pensiero in ordine, appunto, ai bonus governativi,
“Ieri sera, ha scritto l’artista Piccica, seguendo in tv ” Porta a Porta “, ho appreso che l’attuale Governo Gentiloni, ha istituito un bonus in denaro nei confronti dei nuovi nati allo scopo di fare incrementare lo scarsissimo livello di natalità che ormai da diversi anni si sta registrando in Italia, e che, stando alle statistiche, è il più basso d’Europa. La cosa errata dell’istituzione di questo BONUS, secondo Piccica, è che di esso ne usufruiranno indistintamente tutte le mamme, a prescindere dal loro stato sociale, allo stesso modo di come tempo addietro è avvenuto per il BONUS CULTURA destinato ai diciottenni. Personalmente non riesco a comprendere come uno Stato, sull’orlo del fallimento, possa decidere di regalare la stessa somma sia ai ricchi che ai poveri. Prima di concludere questa mia riflessione, vorrei invitare il governo Gentiloni ad istituire un”bonus” riservato agli artisti che operano nel settore delle arti figurative, in quanto gli stessi sono costretti, spesso e certamente non volentieri, a stringere la cosiddetta cinghia per pagare le bollette”. L’artista, poi aggiunge, che “è insignificante sbandierare ai quattro venti che l’Italia è il paese con il maggior numero al mondo di creativi ed artisti, se poi i medesimi sono abbandonati a se stessi. Fino a qualche decennio fa, continua l’artista, le classi benestanti cercavano di evidenziare il loro status sociale, riempendo le loro abitazioni di opere d’arte; adesso le moderne classi di benestanti, costituite nella loro stragrande maggioranza da ignoranti arricchiti, fanno sfoggio di macchinoni di migliaia di euro che usano per portare a spasso la loro cafoneria ed ignoranza”. A questo punto, l’artista Peppe Piccica si rivolge direttamente al numero Uno del Ministero: “Caro Ministro Franceschini, fai qualcosa di sinistra e dona agli artisti qualcosa di concreto, perché gli artisti non sanno più che farsene delle lodi e dei complimenti, perché con i soli complimenti il carrello della spesa non si riesce a riempire”.

