La civiltà del popolo Sancataldese, riguardo all’accettazione della diversità, non è diversa da quella di cittadini di altre comunità. Di buon livello? Non saprei. A volte essa sembra al limite della vergogna. Denunciamo fenomeni di bullismo nelle scuole e ci indigniamo; condanniamo la violenza perpetrata ai danni delle donne e ci preoccupiamo; ci scandalizziamo se vediamo trattare male gli animali e ci addoloriamo. Reazioni giustissime e prese di posizione che denotano un certo livello di civiltà. Questa sera ho assistito a una scena veramente brutta da vedere e da raccontare. Un ragazzo Sancataldese, cittadino Sancataldese, molto noto perché lo vediamo spessissimo fermo in uno degli angoli del lungo corso che attraversa la città, con qualcosa in mano, palesemente impaurito e nello stesso tempo irritato. Passando con la macchina, vedendolo in quello stato, mi sono fermato e mi ci sono avvicinato. Cadeva una leggera pioggerellina. Mi ha riconosciuto e mi ha detto che alcuni ragazzi lo disturbavano. Quelli della macchina dirimpetto. Mi sono messo accanto a lui per vedere cosa fossero capaci di fare in mia presenza. Questi mettono in moto e se ne vanno. Nel contempo passa un’altra macchina con dei giovinastri a bordo che a certa velocità, finestrini abbassati, passano davanti a noi e urlando insultano il ragazzo. Io li guardo in faccia e loro proseguono la marcia. Mi metto a parlare con il ragazzo e gli dico di rincasare perché piove ed è tardi. Ripassa la macchina davanti a noi e gli stessi balordi ripetono il gesto insultando e deridendo il ragazzo. Tutto attorno, gente che assisteva, in piedi o sulle macchine, nella più totale indifferenza, quella squallida scena. Il ragazzo quasi tremava dalla paura e dal nervosismo. Ho cercato di tranquillizzarlo, mentre quella macchina passava per la terza volta in mia presenza e si ripeteva nel vergognoso gesto, non più passando davanti a noi, ma percorrendo una traversa accanto. In quel momento si ferma una macchina davanti a noi. Io conosco quell’uomo ma non sapevo che fosse il papà del ragazzo. Non so descrivere il volto di quell’uomo, umiliato, rassegnato, incazzato, distrutto, sconcertato, avvilito. Ci fermiamo a parlare e mi dice che di quel fatto ha più volte sporto denuncia alle forze dell’ordine senza il benchè minimo risultato. Mi dice che ne ha parlato con il sindaco. Mi chiede di aiutarlo. Lo invito a portare il ragazzo presso la mia associazione dove può provare a svolgere le attività che proponiamo. Il ragazzo sembra un po’ più sereno ma era lì come se aspettasse l’arrivo ancora una volta della macchina piena di quelle persone indegne. Questa non tarda a passare, sia pure a distanza.
Ho raccontato questo episodio perché voglio denunciare il fatto. Tuttavia, debbo dire, la cosa che mi fa più paura non sono quei ragazzacci, assolutamente rintracciabili, che hanno molestato il ragazzo, ma la disumana indifferenza in cui si consumava l’ennesimo atto di intolleranza e di maltrattamento di un ragazzo fragile. Allora continuo a chiedermi e a chiedere ai miei concittadini Sancataldesi, ma tutto ciò è accettabile? Siamo veramente un popolo civile o facciamo finta di esserlo?! Perché quando vediamo orribili scene come quelle che ho descritto, non reagiamo e non interveniamo a difesa del più debole? Si, signori, si parla di disabilità, argomento dal quale è meglio tenersi alla larga….., fino a quando essa non colpisce anche te. Molti a San Cataldo conoscono questa persona e tutto ciò che deve subire ad opera di ragazzi diseducati che credono di essere potenti prendendo in giro un loro coetaneo che non è capace di fare del male a una mosca ma che se costretto ti tira addosso ciò che si trova sempre tra le mani. E se un oggetto di questi ti colpisce in testa e ti procura un danno neurologico irreversibile? Cosa farebbero i tuoi amici che si sono divertiti, insieme a te, a sfottere quel ragazzo? Farebbero la stessa cosa con te?
Altro che civiltà! Dovremmo vergognarci e non dovremmo uscire di casa senza il proposito di correggere queste esuberanze giovanili. La soluzione è quella di vendicarsi? Secondo voi il papà del ragazzo dovrebbe fare a pugni con questi altri ragazzi, prenderli a schiaffi e magari rischiare la galera? O sarebbe meglio istituire un servizio sociale adeguato al fine di evitare simili comportamenti? Non pensate che da cittadini liberi, onesti e civili, ognuno debba intervenire a difesa di chi è più debole e la finisca di mettere la testa sotto la sabbia!? La disabilità, di qualunque grado essa sia, può colpirti alle spalle in qualsiasi momento e allora diventeresti fragile e indifeso come quel bravo ragazzo. E se diventassi tu oggetto di scherno e derisione? Evita che tutto ciò accada. Fai in modo che i cittadini di questo comune conquistino il primato della vera e civile solidarietà. Solo allora potrai dire di essere una persona civile in un contesto di grande civiltà. Fare del bene non costa nulla, farlo bene a volte ti imbarazza, tal altra ti richiede coraggio e sacrificio. Cosa pensi di dovere fare?
Il Presidente
(M. Nicosia)

