CALTANISSETTA – Non ho mai creduto alle promesse del dr. Ruvolo. Nemmeno per un attimo ho creduto alla biblica rinascita della città per opera sua,e men che meno alle ascetiche astinenze da interessi propri o di…vicini di casa.Troppi sorrisi di circostanza, troppi ammiccamenti e ruffianamenti con i sempre eterni apparati novecenteschi, discreti nel loro esistere ma pesantemente presenti e determinanti; e con le radicate propaggini della antica nomenclatura che non ha mai cessato di lavorare per la “reconquista” della prima repubblica, confessionale e post marxista dei salotti e delle sacrestie.In altre parole tutto ciò che c’è di più lontano dal Popolo; quello vero, che passa sempre dietro a tutti, anche agli ultimi arrivati e si sente tradito da tutti; che non vota più e non prova più nemmeno a difendere i propri interessi; e quando si azzarda a provarci viene tacciato di populismo, se non di post fascismo.
So bene quanto“quousque tandem?” sia una domanda retorica: si arriverà alla fine dei cinque anni che si consumeranno penosamente in reiterate richieste di dimissioni e di sfiducie al sindaco – le prime non saranno mai accoltee le seconde non saranno mai votate….per gli stessi motivi di…”seduta”. Ciò nonostante, è legittimo chiedersi: a cosa dobbiamo ancora assistere?
1 – Che il dr. Ruvolo abbia uno spiccato senso della realtà che gli permette di individuarei veri bisogni della città, lo abbiamo capito subito: quel dimesso e triste mezzopianoforte che fa imbarazzata mostra di se nell’atrio del Municipio e le sputacchiate scacchiere nel selciato di corso Umberto, sono lì a testimoniarlo. Come non ricordare, poi, la storica pace sancita con…San Cataldo (Sic!).
2 – Che il dr. Ruvolo sia un “mago” della programmazione economica, l’abbiamo appurato quando a metà Dicembre 2016è stato approvato in Consiglio Comunale il bilancio di previsione dello stesso “anno domini”…il 2016. Nella stessa occasione si è anche capito, definitivamente, di che pasta fosse fatto il Consiglio Comunale.
3 – Che l’azione amministrativa del dr. Ruvolo sia più che inutile, dannosa, lo si è evinto ampiamente dal fatto che ormai, non si contano più i finanziamenti persiper progetti presentati male o non presentarti in tempo. Mentre nessuna delle opere annunciate è stata mai iniziata.
4 – Che sia un affabulatore “di destrezza” lo abbiamo scoperto in campagna elettorale, quando visitando con due fidi sodali il disgraziato quartiere della Provvidenza,ha espresso la ferrea intenzione di riservarsi un locale-ufficio nel quartiere, per controllare “de visu” i lavori di risanamento che, senza soluzioni di continuità, si sarebbero svolti sotto la sua diretta supervisione. Naturalmente non se n’è fatto di nulla, nessuno ha mai scoperto dove fosse questo fantomatico ufficio e del resto, i nisseni sanno benissimo che non ce n’era bisogno: per raggiungere la Provvidenza dal Municipio occorre solo un minuto e mezzo di strada a piedi, ma Lui non lo sapeva,oppureera una solo una delle sue amene trovate. Manco a dirlopoi, per “la Provvidenza” non è stato fatto alcun concreto intervento di risanamento: le case continuano a crollare, le vie a essere barricate e quasi l’intero quartiere è diventato una discarica zeppa di ratti; con buona pace di eroici imprenditori che proprio alla Provvidenza – il più interessante tra i quartieri del centro – stanno cercando di incastonare strutture alberghiere d’eccellenza. Discarica a parte (solo sporcizia diffusa) non stanno meglio gli altri quartieri del centro storico, con sporadiche eccezioni di volonterosi cittadini e organizzazioni che cercano di riscoprirli e non farli morire del tutto.
5 – Che il dr. Ruvolo e anche i suoi stretti collaboratorisiano appassionati elargitori di annunci, non finiamo mai di scoprirlo: giorno per giorno, a tratti due volte in un giorno. Con gli annunci,fanno di tutto: i risanamenti del centro storico,gli anfiteatri “antichi” e persino le grandi opere stradali, cioè gli “attuppamenti”di “buche con acqua”di salciana memoriacon la “lapa” el’operaio con la pala gloriosamente filmati e postati sulla rete. Arrivano, talora,a sfruttare le maccalube “come fanno in Islanda”- e questo è perfetto poichéin Islanda, dove sfruttano il calore, non ci sono le maccalube e a Terrapelata, dove ci sono le maccalube…nonc’è il calore -.Né trascurano le “piccole” cose: il mese scorso il sindaco in persona ha annunciato l’avvenuta fruibilità dei “bagni pubblici della scalinata S. Lucia” che,invece, non esistono – né i bagni pubblici né la scalinata S. Lucia.
6 – Ancora in campagna elettorale (nel Maggio 2014) il dr. Ruvolo ha manifestato la propria passione per la raccolta differenziata, annunciando in una appassionata pubblica dichiarazione,l’abolizione dei cassonetti e la raccolta a porta a porta e condominio per condominio– Fine -.Nel Luglio del 2016, esaurite le discariche di r.s.u., la regione Siciliana ha dovuto emanare un’ordinanza per la raccolta differenziata della sola frazione secca. Ciò ha costretto il dr. Ruvolo a uscire fuori dalle nebbie e ad adeguarsi con un’ordinanza sindacale che riprende,precisa, quella regionale (la cita nelle motivazioni) e che tra le altre amenità, commina sanzioni a chi non “scrafazza”preventivamente le bottiglie di plastica, e a chi non infila le stesse nei cassonetti gialliprovvisti di apposita “valvola in gomma” che impedisce alle bottiglie “scrafazzate” di entrare. Non si conosce traccia del porta a porta e/odel condominio per condominio. Per dire, nella vicina S. Cataldo degli ex nemici, la r.d. sfiora il 48% a Caltanissetta – non conosco i dati – ma l’impressione, che spero mi venga smentita, è di un rinnovato e sempre maggiore lassismo anche in chi, corretto cittadino, ha iniziato la r.d. con fanatico puntiglio.
7 – Opere di compensazione. Sono quelle che la Città dovrebbe ottenere dallo Stato per i lavori della S.S. 640 e specificatamente della “galleria S.Elia, che dopo averci scassato il territorio con giganteschi movimenti terra, isolerà completamente la città dall’importante arteria viaria. L’unica vera opera di compensazione non può che essere una bretella che unisca la stessa SS 640 con la parte Nord Est della città; con uno svincolo nei pressi di Anghillà e uno sbocco pressappoco tra Terrapelata e Santo Spirito; ciò per dare respiroa quelle zone che altrimenti, insieme ai quartieri del centro, sono destinate a finire in un cul de sac. Occorreva per questo, un’azione forte e decisa che, tra l’altro avrebbe unito la cittadinanza al suo sindaco. Niente -e la galleria è quasi finita – ci dovremo accontentare di un paio di “parchetti” per cani e per pensionati (come me) mentre le ville storiche (Cordova e Amedeo) rimarranno, abbandonate per mancanza di manutenzione e guardiania. Forse “attupperanno” la discarica di Monte Stretto, come sembra sia stato richiesto, ma anche no.
8 – L’antenna RAI. Oggettivamente potrebbe essere una tegola – in senso figurato – sulla testa della “Ruvolo & C.” e anche di altri sindaci a venire. In questa vicenda,il nostro sindacosi è rivelato“sfortunato”: per ciò stesso, Napoleone Bonaparte non l’avrebbe scelto come maresciallo e nemmeno come generale; forse, come sottotenente di complemento?
9– Si potrebbeconcludere che, essendo quelle narrate, solo omissioni e piccole bugie, nonostante tutto, si tratta di un bravo e innocuo ragazzone – ora pure sfortunato -.
Niente di più sbagliato: nell’amministrazione del bene pubblico tutto ciò che è inutile, “il non fare” (che è lo stesso), non solo è pericoloso ma diabolico. Evangelicamente, diabolico: “ditesì quando è sì e nò quando è nò, tutto il resto viene dal diavolo”. Matteo (37).– Per la verità un poco di mefistofelico odoredi “zolfo” si è sentito nello scorso Agosto; ma i nisseni,ancestralmente abituati al “pitirro” di miniera,non ci hanno fatto caso. Lo scorso Agosto il dr. Ruvolo oltre a confermare una rilevante propensione al salvamento della propriapoltrona, ha rivelato rare doti di egoistico cinismo neldisfarsi, in un sol colpo, di tutti i suoi assessori: i suoi collaboratori più fidati, persone amiche o divenute tali, che aveva scelto lui stessoevidentemente stimando che fossero persone esperte fidate e oneste. Pur di rimanere, il dr. Ruvolo ha accettato tutta la squadra degli assessori imposta dai partiti e si è così consumato uncommissariamento di fatto. Se però si vuole vederla sotto una luce migliore, è come se avesse ammesso il fallimento delle propria amministrazione e ne avesse dato la colpa tutta, unica e intera,solo ai suoi assessori, ai suoi collaboratori che però aveva scelto, diretto e coordinato…lui stesso.Certo i tempi non sono dei migliori, ma continua a esistere, per fortuna, un minimo di codice d’onore che impone a un comandante di assumersi sempre tutte le responsabilità e le colpe, sollevando da queste i collaboratori. E non il contrario.
Ripensando a Napoleone…forse è meglio caporalmaggiore?
10 – Ma ci può essere di più e di più grave sulla via di satanasso : il codice etico che il dr. Ruvolo ha sottoscritto all’atto dell’insediamento come sindaco e nel quale ha espressamente dichiarato, al punto 3.a. “che nell’espletamento della sua attività (si presume attività di sindaco) non esistono interessi di propri parenti entro il quarto grado o conviventi”. Ebbene, secondo recenti notizie,sembra che quell’impegno non sia stato onoratogià in origine. Infatti, al momento dell’insediamento e della firma del codice eticosembra che il fratello germano del dr. Ruvolo fosse titolare di un’impresa che già lavorava per il Comuneda tempo; subito dopo, essendo scaduto l’incarico, sembra che gli sia statoassegnato un ulteriore incarico con affidamento diretto e con fondi comunali , fino alla fine dell’anno. Nessuna smentita in proposito è stata registrata,e dunque la notizia è vera.
Il codice Etico non è il Codice di Hammurabi; non è la Legge, disattenderlo non mi sembra che sia “reato”. Ma può essere peggio, così come può essere peggio essere immorale che essere illegale. Non si elude un impegno spontaneo, anche se la legge non lo impone. Ultimamente, in parallelo, l’ha fatto il dr. Renzi, ricordate? “Non farò più politica se…”; ora non ha il coraggio di uscire, e ciò gli fa onore;.chissà se durerà; in ogni caso ha perso “la parola”, la credibilità: nessuno gli darà più credito se non per convenienza, per interesse; forse anche…a usura.
Geniale la metafora shakespeariana, utilizzata dal Fatto Nisseno, che mette in parallelo Bruto e Ruvolo nell’ambigua orazione funebre a Giulio Cesare, pronunziata da Antonio, che finisce per diventare un sillogismo: Bruto è un uomo d’onore, dunque non può mentire; ma Bruto conosce il testamento di Cesare e dunque non può non avere mentito, ergo non è un uomo d’onore.
A proposito di “vite parallele”, è appena il caso di sviluppare una metafora contigua – la dobbiamo a Plutarco – :Bruto sognò un’entità che gli disse: “Sono il tuo cattivo demone, Bruto, ci rivedremo a Filippi“.
Arcangelo Pirrello

