CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.
Questa lettera aperta, non vuol essere un tardivo suggerimento, ma l’occasione per una riflessione al di fuori e al di sopra del rumore assordante che rimane. In questi giorni assistiamo in consiglio comunale ad uno tsunami, sopportiamo una lunga e brutta competizione politica. Noi Cittadini siamo molti preoccupati. Dopo una rivoluzione di Giunta, che sembrava essere prioritaria per il bene della Città, ci accorgiamo che c’è un altro organo politico altrettanto e più traballante. In questi mesi siamo stati spettatori incolpevoli, all’interno delle assemblee del consiglio comunale, ad uno spettacolo indecoroso: risse continue, discussioni inutili, volgarità gratuite, reciproche delegittimazioni, un’offerta politica fatta esclusivamente da mozioni generiche e da sterili interventi da parte della cosiddetta minoranza (oggi Maggioranza in ordine di numeri in Consiglio Comunale). Nessuno di questi ha detto la verità alla Città sulla sua reale condizione di declino strutturale, nessuno di questi consiglieri di minoranza si è assunto la minima responsabilità per il futuro della Città. Il consiglio comunale, dopo tante polemiche che ne sono scaturite nelle discussioni sui social e sui media locali, giovedì sera giorno 06 u.s. scorso, in prima seduta, dopo 7 ore e 30 minuti ha rinviato la seduta per mancanza di numero legale; venerdì 07 u.s., in seconda riunione consiliare, dopo circa 4 ore di un’inefficace commedia fatta di invettive e malumori, ha approvato il bilancio consuntivo, evitando il rischio di perdere 4 milioni e 500 mila euro. Ieri, giorno 13, per l’ennesima volta, dopo una convocazione e una sospensione, in un evidente impossibilità di trovare la quadra su una decisione impopolare ma conveniente per alcuni consiglieri (aumentare il numero dei question time da due a quattro mensili, con spese raddoppiate per i cittadini), il Consiglio è uscito ancora una volta con un nulla di fatto e una nuova convocazione (e di nuovo straordinario per i dipendenti, costi delle utenze, ecc..). A breve si discuterà la fiducia, ma noi abbiamo ancora fiducia nelle giuste scelte di questo Consiglio Comunale e dei balletti indignitosi fatti in nome della pienezza di delega? Non possiamo esimerci dal fare alcune considerazioni: in merito agli ultimi avvenimenti e a tutto ciò che è apparso sulla stampa. Sono convinto che il Sindaco Ruvolo non ha mai venduto se stesso a nessuno, né ha mai tradito i propri concittadini. Le decisioni che ha assunto in questi due anni le ha sempre prese in buona fede, nel rispetto assoluto della legge e delle regole comuni. Nonostante le chiacchiere, che comprendo essere la normalità nei diversi bar della città, ricordo a tutti che è il Consiglio Comunale, lui solo, a seguito del voto popolare, che dà la fiducia al sindaco in base al programma con cui ci si è presentati alle elezioni, ed è lo stesso Consiglio che è chiamato a sfiduciare il sindaco dandone giusta motivazione come previsto dal Tuel. Non saranno quindi interessi personali, che hanno radici profonde nel passato e che stanno riemergendo certamente non per il bene dei cittadini, a chiudere questa avventura. Io confido che il Sindaco Ruvolo , non abbandonerà la nave, lasciando il nostro Comune allo sbando per questa legislatura. Forse ne potrebbe avere anche la tentazione. È troppa la responsabilità che ha nei confronti dei cittadini per arrendersi a logiche spartitorie che sicuramente non gli appartengono e che sono state defenestrate ogni qualvolta si siano palesate. Credo e spero che il Sindaco, responsabile delle sorti della città, tema sopra a tutto il non governo, tema un lungo periodo di non scelte e di immobilismo che avranno certamente forti ripercussioni per tutti, nella nostra comunità. Mi appello a tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza di questo comune, che hanno la concreta possibilità di scegliere se portare avanti un disegno dalle tinte fosche o invece sono pronti a superare gli steccati che si sono creati e eliminare dal nostro orizzonte l’incubo dell’indecisione e dell’incertezza. Certamente superare questi steccati impone anche diversi “mea culpa” e il Sindaco non è immune dalla critica. Caltanissetta ha bisogno di coraggio e di passione, di costanza, di lavoro quotidiano: doti che non arrivano con le beghe partitiche, gli insulti e le continue pressioni ricattatorie, ma con il lavoro costante di ciascuno. Ognuno rimanga fedele ai propri ideali, ai principi ispiratori che lo hanno portato a sedersi nei banchi del consiglio Comunale. Ma ciascun Consigliere sappia che l’interesse generale, l’interesse dell’intera comunità è sempre superiore ad ogni ragionamento particolare.
Caltanissetta. 14/10/2016 Arena Michele

