CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. La mozione di sfiducia al sindaco che abbisognava di venti voti è stata respinta, come ampiamente previsto, con diciassette voti favorevoli e (quasi) undici contrari. Il risultato politico non è dunque mancato: l’opposizione al sindaco si è consolidata in una maggioranza consiliare di diciassette consiglieri su trenta. Ciò anche per merito del sindaco stesso che ha visibilmente infastidito tutti svolgendo una relazione preliminare stanca, prevedibile, in tono fintamente implorante – come se non si fosse fatto i conti prima e non avesse ricevuto le garanzie del caso – ma non privo della solita spocchia da “uomo della provvidenza” – che non c’entra nulla con l’omonimo quartiere che, anzi, con l’ultimo evento “risanatore” di via Alaimo si avvicina erodendo ai corsi principali titolati ai re d’Italia savoiardi padre e figlio e alla piazza dell’eroe dei due mondi: un manna dal cielo per il movimento neorevisionista che si sta imponendo nell’Isola –I restanti (quasi) tredici consiglieri hanno mostrato una apprezzabile, pia, osservanza ai partiti di riferimento, e una manifesta insicurezza nella posizione tenuta; d’altra parte, è davvero difficile dire che il programma elettorale del sindaco più volte citato – ancorché tronfio di paroloni e manifestazioni di intenti, e vuoto di veri e concreti contenuti – sia stato minimamente realizzato. La difesa è stata dunque arrancante, anch’essa scontata e sostanzialmente debole nel solito pietoso elenco di difficoltà…mancano i soldi…i tempi…le stelle…
Nel dibattito è “stranamente” emerso un tangibile e significativo astio verso il sostantivo singolare femminile “partecipazione”: il termine, usato d’abbrivio dal sindaco, ha irritato visibilmente tutti i presenti, specialmente il pubblico, e non si è sottratto alle critiche dei consiglieri d’opposizione.
Come è nelle cose tra i consiglieri d’opposizione si sono distinti per fiere argomentazioni e persino per veemenza verbale soprattutto quelli della ex maggioranza, primi tra tutti i consiglieri Ricotta, Del Popolo Carciopolo e Licata, quest’ultimo è stato sicuramente il maggiore sostenitore della mozione. Ottime le argomentazioni degli oppositori storici, come Petrantoni, Magrì e l’efficace Bruzzaniti. L’invito politico rivolto dai consiglieri Licata e Petrantoni al gruppo dei conservatori è andato sprecato.
Non si possono citare gli interventi dei consiglieri sostenitori del sindaco se non per la loro generica tendenza “all’arrampicata sugli specchi”. Bravo La Rocca il quale ha però argomentato, avendone l’onere della prova senza peraltro fornirla, in merito a un teorema non politico su un presunto bluff dell’opposizione. Bravo Dolce, tra i pochi, se non il solo ad essere perfettamente convinto di quanto affermato: i più si sono trincerati su varie posizioni che inevitabilmente rendevano evidentissimo ciò che nessuno ha osato esternare: l’ordine di scuderia.
Da sottolineare l’astensione della consigliera Mannella che giustifica il “quasi” nel pur incorrotto schieramento dei no. Notevole l’intervento dalla consigliera stessa teso, evidentemente, a spiegare come il motivo dell’abbandono del suo gruppo d’elezione (Caltanissetta Protagonista) e il passaggio all’UDC non fosse da ricercarsi nel convinto appoggio al sindaco e alla sua azione; insomma, si può pensare che il gruppo attuale le sta stretto e che rimosse le non dichiarate motivazioni di base potrebbe avere un giusto ripensamento.
Da citare infine l’accorata “difesa d’ufficio” di Tesauro che ha invocato l’assoluzione del sindaco per insufficienza di prove barcamenandosi sul fatto che “fare il sindaco è difficile”: “vorrei vedere altri al suo posto”, “io stesso avrei difficoltà” e sul fatto che altrimenti arriverebbe l’orco, il male assoluto: il commissario. Non si può infine non citare l’ottimo Scalia che ha spiegato come mantenere pulite le strade abbia un costo e come la colpa di tutto sarebbe dei nisseni che non hanno senso civico e sporcano; mentre gli oppositori, turpi, ne approfittano e denunciano le monnezze e le cacazze abbandonate nei luoghi della Città: “io non sapevo di quella monnezza, se l’avessi saputo o se me lo avessero detto, mi sarei messo i guanti e l’avrei tolta” (un brivido nella schiena degli astanti). Eccellente la conduzione della Presidente Montagnino.
A.P.

