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Il presidente del Senato in visita al carcere minorile Malaspina di Palermo. Grasso: “La pena non è vendetta Stato. Cambiate strada”

Redazione

Il presidente del Senato in visita al carcere minorile Malaspina di Palermo. Grasso: “La pena non è vendetta Stato. Cambiate strada”

Sab, 14/05/2016 - 11:45

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PALERMO – “Sono a Palermo e ieri sono andato a trovare i ragazzi del carcere minorile Malaspina”, scrive su Facebook il Presidente del Senato, Pietro Grasso: “Ho spiegato loro che la pena cui sono stati condannati non e’ una vendetta dello Stato, ma un modo per far loro comprendere il male che hanno commesso, maturare la coscienza dell’errore e soprattutto decidere intimamente, non solo a parole ma con i fatti, di cambiare strada: studiare, lavorare, avere una famiglia, figli, una vita in pace, senza paura, senza violenza. Questo e’ particolarmente vero per la giustizia minorile, perche’ nelle strutture come il Malaspina possono davvero cambiare”, ha aggiunto Grasso. “Hanno sbagliato ma sono giovani, hanno davanti una vita e la possibilita’ di scegliere e di dimostrare di essere pronti a lasciare quella struttura gradualmente. A ognuno di loro e’ offerta la possibilita’ di studiare, imparare mestieri e arti, cose che possono farli tornare nella societa’ con la voglia di ricominciare.

grasso 2Tra i laboratori che frequentano c’e’ quello in cui producono buonissimi biscotti. Il nome del prodotto l’hanno scelto loro, ‘Cotti in fragranza’, e lo trovo davvero geniale. Il percorso di rieducazione non e’ facile ma loro ce la mettono tutta. Gli auguro, da padre e da nonno, una buona vita“.

Grasso si e’ soffermato anche sulla sua attivita’ di magistrato: “Nel mio lungo lavoro da magistrato ho conosciuto persone che hanno commesso reati di tutti i tipi: alcuni per avidita’ di denaro o di potere, altri per odio, altri per disprezzo della vita altrui, altri ancora, spesso giovani come i ragazzi del Malaspina, spinti a prendere la strada sbagliata della malavita da cattive compagnie, da situazioni familiari difficili, dalla mancanza di opportunita’ e di speranza. Io non ho mai dimenticato che dietro ogni reato, anche i piu’ terribili, c’e’ sempre una persona, con la sua vita e la sua storia personale. Ho sempre giudicato, assolto o condannato secondo la legge, ma senza mai dare giudizi morali o personali. Ogni reato causa dolore in altre persone: nella vittima, nei genitori, nei fratelli, negli amici, nei parenti“, ha concluso la Seconda Carica dello Stato.

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