Niente libertà per i dieci minorenni stranieri arrestati per il sequestro di una operatrice della comunità “Casa Nostra” di viale Stefano Candura a Caltanissetta. Il gruppetto, infatti, esigeva il pagamento dei pocket money che gli erano stati assegnati. Il Gip del Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, Cristina Scalia, infatti ha convalidato l’arresto per sequestro di persona a scopo di estorsione così come chiesto dal procuratore per i Minorenni, Laura Vaccaro. Restano quindi detenuti i sette gambiani di età compresa tra i 15 e 17 anni, due egiziani di 16 e 17 anni e un guineano 16enne, quattro presso l’Istituto Penale Minorile del Capoluogo nisseno, quattro in quello di Catania e due all’Ipm di di Palermo. Per le stesse ipotesi di reato, la Polizia ha denunciato anche tre diciottenni, rispettivamente del Gambia, del Pakistan e del Burkina Faso. I minorenni arrestati sono difesi dagli avvocati avvocati Alfredo Danesi, Giuseppe Panepinto, Carmelinda Anzalone e Maria Stella Iraci, hanno annunciato di ricorrere al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento dei provvedimenti restrittivi, non ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza mossi dagli inquirenti.
di Redazione 3
Mar, 05/05/2026 - 11:28

