Salute

Caltanissetta, Associazione A.perT.E.:Sfrattato il Reparto di Ematologia: situazione gestionale da ospedale del Terzo Mondo

Redazione

Caltanissetta, Associazione A.perT.E.:Sfrattato il Reparto di Ematologia: situazione gestionale da ospedale del Terzo Mondo

Mer, 09/09/2015 - 21:44

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CALTANISSETTA – Riceviamo e pubblichiamo.

Dal 11 Luglio 2015 il Reparto di Ematologia dell’Ospedale Sant’Elia versa in condizioni gestionali e sanitarie che nulla hanno da togliere ai sempre più prossimi ospedali del Terzo Mondo: se questa era la Vision di Piano per l’Ospedale Sant’Elia l’abbiamo centrata.  Insufficiente personale infermieristico la causa del deciso accorpamento disposto dal Direttore Sanitario. Così dal mese di Luglio il reparto di Ematologia, che conta n° 6 posti letto di ricovero e annesso day hospital ematologico, è stato coercitivamente trasferito al 3° piano, ospite del reparto di pneumologia. I pazienti in regime di ricovero, pazienti in cura chemioterapica immunodepressi che da protocollo devono avere a disposizione stanze semisterili, si sono trovati così a condividere stanze e bagni con i ricoverati del reparto ospitante. I pazienti in regime di day hospital hanno effettuato terapia chemioterapica e trasfusionale in una stanza comune, spesso in assenza di disponibilità di poltrona o letto per il trattamento. Cinque posti letto in una stanza che al suo interno ospitava anche l’infermeria, stanza prelievi, che nel frattempo si è ridotto a tavolinetto prelievi, e carrello terapico. I tre medici in servizio hanno effettuato le visite in uno stanzino di circa 9 mq. Tre medici in uno stanzino che potevano visitare un paziente alla volta.  Mercoledì 4 Agosto il Direttore Generale riferisce che trattasi di una situazione di emergenza, che si sarebbe prorogata non oltre il 15 Agosto, dinnanzi alla quale avremmo dovuto pazientare in attesa di trasferimento nel nuovo reparto.  Giovedì 3 Settembre il Primario del Reparto di Ematologia chiude il servizio Day Hospital per carenza personale infermieristico. La Direzione Sanitaria non trova soluzione al problema della carenza del personale, l’accorpamento si palesa per quello che è stato: i reparti hanno lavorato in assoluta autonomia, ciascuno per le proprie competenze, sulla carta tuttavia bisognava far quadrare i conti. Sfugge però che, non dal mese di Luglio, ma ormai da parecchio tempo gli infermieri del reparto di Ematologia, in nome della loro indiscussa professionalità, hanno operato in carenza di organico e hanno garantito la necessaria copertura dei turni a costo di sacrifici, rinunce e caricandosi dei rischi connessi. L’accorpamento è stato dunque subito perché nell’economia generale dei reparti c’era una carenza di organico alla quale bisognava far fronte non certamente per aiutarsi a coprire i turni. Si è lavorato in condizioni di estrema precarietà con l’errore dietro l’angolo pronto a colpire. Finalmente i primi di settembre giunge voce di un immediato trasferimento del reparto.

L’inganno: non in un nuovo reparto né tantomeno nel vecchio ma provato che nel frattempo è stato assegnato al day hospital della neurologia. Quest’ultima, evidentemente più “fortunata”, non ha dovuto attendere che i locali venissero liberati dal trasferimento dell’Ematologia nei nuovi locali presso il Maddalena Raimondi di San Cataldo, giacché gli stessi erano già altrove accampati. Così lo sfratto è avvenuto prima.

La beffa: i locali sono igienicamente inadeguati ad ospitare, in via peraltro provvisoria prima dell’ennesimo trasferimento a miglior location, il reparto di Ematologia. Lunedì 7 Settembre il Direttore Generale visita i locali presso cui è stato disposto il trasferimento del reparto. I locali sono da ridipingere e da igienizzare, occorrono ditte esterne a cui appaltare i lavori, viene avviato l’iter per l’affidamento dell’incarico a ditte esterne. Le buste non si apriranno prima di Lunedì 14 Settembre. Nel frattempo i pazienti ringraziano il proprio Signore per essere sopravvissuti.

    Questa è solo una cronaca senza polemica, perché risulterebbe superflua ogni riflessione che viene da se. I pazienti annunciano che non sono più “pazienti”. Vogliono chiarezza. Vogliono capire perché sono stati presi in giro e sono stati trattati come oggetti, pacchi in deposito che vengono spostati da un posto all’altro, dalle stelle alle peggiori stalle; perché è stata messa ogni giorno in pericolo la loro già precaria e sofferta esistenza. Vogliono sapere perché è venuto meno il diritto all’assistenza e alla cura. Oggi lo chiedono tramite stampa a breve lo chiederanno alle autorità preposte.

Caltanissetta 08/09/2015                                                                 Il Presidente

                                                                                                            Dott. Arch. Paola Giammusso

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