ENNA – La Guardia di finanza di Nicosia (Enna) ha scoperto un giro di usura di 600.000 euro con tassi fino al 900%. Cinque gli arrestati, tutti componenti di una gang specializzata anche nell’uso di banconote false e nelle truffe mediante identity theft, il furto di identita’ con la correlata emissione di assegni senza copertura bancaria a fronte di ingenti acquisti ai danni di commercianti. Per tre degli arrestati il Gip ha disposto gli arresti domiciliari, mentre un sesto indagato e’ stato raggiunto dalla misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Le vittime della gang, che concedeva prestiti di breve termine con tassi onerosissimi, erano soprattutto imprenditori e commercianti che versavano in gravi difficolta’ finanziarie e a rischio di insolvenza. Ammonta a circa 52.000 euro, il contante recuperato nel corso delle perquisizioni, insieme a molte cambiali, ‘tesoretto’ che assicurava all’organizzazione un giro di affari annuo stimato in 600.000 euro. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Enna Fabio Scavone, hanno preso le mosse, alcuni mesi fa, a seguito della circolazione di banconote false, di cui sono rimaste vittime i titolari di diversi esercizi commerciali in vari comuni del territorio provinciale. Attraverso le indicazioni fornite dalle persone truffate e, con l’ausilio di alcuni fotogrammi dei sistemi di videosorveglianza, i militari sono riusciti a risalire all’identita’ degli autori del reato. Il pedinamento dei sospettati e le intercettazioni telefoniche, hanno condotto gli investigatori ad un autosalone di Troina, attivita’ di copertura.
Le indagini sono partite dalla massiccia presenza di banconote false da 5 euro a Troina e Capizzi, disvelando il giro di usura che aveva come vittime soprattutto commercianti, piccoli imprenditori e impiegati. Un sistema basato su piccoli prestiti, dai mille ai 4 mila euro. In carcere sono finiti Giuseppe Sotera, 50 anni, e il nipote Domenico Sotera, 30 anni, considerati gli organizzatori del sistema. Domiciliari per Domenico Sotera, 25 anni, figlio di Giuseppe Sotera, Serafino Impellizzeri, 45 anni, e Salvatore Suraniti 28 anni. Salvatore Barbera, 46 anni, e’ stato sottoposto all’obbligo di dimora. Nessuna delle vittime aveva denunciato i presunti aguzzini e solo quando sono stati messi dinanzi alle intercettazioni, alcuni hanno ammesso di avere ottenuto denaro in prestito. In un caso, su un prestito di 900 euro la vittima ha pagato 220 euro di interessi in sette giorni. Le indagini hanno anche permesso di accertare che gli indagati effettuavano acquisti con assegni intestati a una “testa di legno”, la cui posizione e’ al vaglio degli inquirenti, che poi risultavano scoperti. L’acquisto piu’ grosso, quello di sette auto usate presso una concessionaria di Gela per un ammontare di 40 mila euro. Il gruppo ha acquistato con assegni scoperti anche gioielli, ricambi per auto, materiali da ufficio in vari negozi dell’Ennese.

