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“Camicette Bianche” non un ricordo ma una forma di riscatto. Il libro di Ester Rizzo presentato al “Ruggero Settimo”

Redazione

“Camicette Bianche” non un ricordo ma una forma di riscatto. Il libro di Ester Rizzo presentato al “Ruggero Settimo”

Sab, 11/04/2015 - 23:06

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imageCALTANISSETTA – Tra le note del brano “C’è tempo” di Ivano Fossati è aperto l’incontro tenutosi venerdì 11 Aprile al Liceo Classico “R.Settimo”di Caltanissetta del quale è stata ospite Ester Rizzo autrice del libro“Camicette Bianche”dedicato alla giornata delle donne che ricorre l’8 Marzo giorno per ricordare la strage avvenuta il 25 marzo 1911 quando la fabbrica Triangle Waist company bruciò a New York. Nell’incendio morirono 146 persone, tra le 126 donne erano 24 le siciliane.
All’incontro hanno preso parte anche la presidentessa dell’associazione “Ondedonneinmovimento” Lidia Trobia e la prof.ssa Giuseppina Pilato docente di latino e greco al liceo classico che con i suoi alunni ha svolto un approfondimento sull’emigrazione in quegli anni.
Ester Rizzo spinta dalla curiosità verso la strage americana si cimenta nella ricerca delle donne siciliane che hanno perso la vita in quella fabbrica. Durante le ricerche, la scrittrice si è trovata a decifrare e a ricostruire nomi di località e nomi delle vittime che erano stati americanizzati, passando così da una ricerca di tipo storico ad una di tipo filologico. Procedendo con le ricerche aumentavano gli elementi per completare il processo di conoscenza del passato di queste donne e più si andava avanti più accresceva il bisogno di ridare dignità a quelle donne che agli inizi del Novecento non avevano diritto di voto né accesso ai sindacati ma che erano costrette a sottostare alle pene e ai pesanti castighi imposti dai loro superiori solo perché donne emigrate. Condizione di cui in Italia non si è mai parlato ma che rientra in quel lungo processo di emancipazione a cui tutte le donne aspirano.
L’autrice riporta nel libro alcuni documenti da cui emerge l’atteggiamento degli americani nei confronti dei siciliani che immigravano definendoli persone scure, basse, abitanti di baracche degni solo dei lavori più pesanti.

L’associazione “Ondedonneinmovimento” opera in questa direzione, da qualche anno in collaborazione con le scuole con le quali ha intrapreso un percorso dedicato al rispetto delle differenze di genere e sulla violenza contro le donne. Al termine dell’incontro tutti gli studenti si sono confrontati con la scrittrice a cui hanno posto delle domande molto formative e provocatorie per aiutarci a comprendere meglio la società attuale di cui spesso non riconosciamo i limiti.
Ludovico Falzone

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