CALTANISSETTA – Valeria Alaimo, consigliere comunale pentastallato, ha raccontato la sua verità sulla sfiducia del M5S. La conferenza stampa si è svolta stamani, venerdì 3 aprile, nel foyer del teatro Margherita. Seduta al tavolo, con tanti fogli tra le mani ed un pc acceso, ha iniziato una lunga “novena” che avrà fatto fischiare le orecchie a tanti.
“Io sono ancora nel movimento, sono il capogruppo consiliare del M5S perché la carta etica prevede la rotazione semestrale, ho iniziato a gennaio, dunque è facile farsi il conto. Venerdì c’è stata la prima violazione del codice di comportamento da parte degli eletti, i fratelli Cancelleri e Magrì. Non hanno avuto il coraggio di fare ciò che loro stessi hanno firmato. Nel comunicato dicono che non mi riconosco più nei valori fondanti, il problema è che forse mi ci riconosco troppo”.
Iniziamo dalla fine, da quello che secondo Valeria Alaimo sarebbe il reale motivo del suo “allontanamento”: “La verità della mia espulsione è da ricercare in domande scomode per le assunzioni assunzioni negli staff all’Assemblea regionale siciliana. Tutto ebbe inizio in una riunione a Gela, dicembre 2012, quando l’onorevole Trizzino ha detto i criteri di assunzione negli staff dell’Ars: procedura on line per l’assunzione, attivismo, fiducia, disoccupazione, meritocrazia. Oggi chi non è laureato fa parte dell’ufficio legale. Poi passava il tempo e ci viene risposto che con le nostre domande stavamo scassando la….”. Assunzioni di cui hanno beneficiato molti nisseni, la Alaimo prosegue affermando: “A noi bastava chiedessero scusa e dicessero la verità, abbiamo avuto quattro persone che ci hanno seguito durante la campagna elettorale e ci vogliamo portare loro”.
Nella lunga disamina operata dalla Alaimo, con alcuni riferimenti alla storia del movimento nisseno dal 2008 “Quando nel movimento eravamo 4, io, Luigi Cammarata, Vincenzo Cancelleri e Angioletto Zaffuto”, sino alle diatribe con il collega Giovanni Magrì e i continui affondi dialettici rivolti a Giancarlo Cancelleri e alla sorella che Valeria Alaimo non chiama mai per nome. “Prima falsità; hanno tagliato un minuto e mezzo del video che hanno fatto vedere in conferenza del mio intervento a Parma”. Snocciola altre presunte falsità: “Alla stampa hanno mentito perché i gruppi di lavoro non sono partiti. Lo stesso Vincenzo Sollima ha detto che i gruppi di lavoro sono partiti, falsità! Per il gruppo disabilità eravamo solo io e un’altra persona, per i servizi sociali Magrì mi ha detto che non ero gradita. Sono tutte cose dimostrabili”.
Poi il motivo del contendere le farmacie di quartiere e il mancato taglio dello stipendio. “La carta etica prevedeva che i consiglieri collegano il gettone alla presenza del 75% della seduta. La falsità che avremmo deciso il taglio dei gettoni è nero su bianco. Il problema è che Valeria Alaimo lavora e chiede di lavorare facendo riunioni. Il movimento non fa riunioni da anni. Magri non aveva le idee chiare sulle farmacie di quartiere, dicendo cose insensate in un’intervista, che prima i farmaci pediatrici erano per bambini da 0 a 4 anni, poi da 0 a 6 anni. Visto che sono un rappresentante istituzionale avevo il dovere di intervenire. Io non ho aderito per precisi motivi anche perché se è un atto liberale decido io a chi dare il gettone, tanto era fallimentare il progetto di Magrì che gli avvocati di Federfarma lo hanno rimodulato in linea con le stesse mie indicazioni”.
Ritornano le frecciate contro i Cancelleri: “Mi vogliono mettere i bastoni tra le ruote, forse perché io lavoro davvero. Loro che in campagna elettorale non sono venuti perché non erano convinti del candidato sindaco nisseno, invece erano sempre a Bagheria. Perche Magrì non apparteneva, alla loro fazione”.
Infine alle domande dei giornalisti sulla difficoltà di comunicare tra lei e Magrì, Alaimo seccamente ha liquidato la vicenda con poche, ma incisive frasi: “Non vuole fare le riunioni settimanali, ogni volta che chiedo a Magrì, ci possiamo vedere? Lui risponde, non c’è tempo. Sulle cose impegnative lui non c’è. Giovanni Magrì ha fatto una sola cosa, solo le farmacie di quartiere, poi è solo un passacarte”.
A breve sicuramente non mancheranno le risposte del M5S Caltanissetta, to be continued …

