Salute

Gioco d’azzardo, Cnr: “In calo abitudine fra adolescenti”

Redazione

Gioco d’azzardo, Cnr: “In calo abitudine fra adolescenti”

Dom, 15/03/2015 - 22:51

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imageROMA – La percentuale di studenti di 15-19 anni che giocano d’azzardo e’ passata dal 47 per cento del 2009-2011 al 39 per cento del 2014 e si e’ anche ridotta la quota di studenti-giocatori con un profilo definito a rischio o problematico. Questo e’ solo uno dei dati emersi dallo studio ESPAD Italia 2014, condotto dai ricercatori del Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr), che ha coinvolto oltre 30mila studenti di 405 istituti scolastici superiori del nostro Paese.In termini numerici, sono stati oltre 900mila gli studenti che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nello scorso anno, mentre erano circa 1,1 milioni negli anni tra il 2009 ed il 2011. I giovani giocatori a rischio o problematici (sulla base del test Sogs-Ra) sono poco piu’ di 170mila, il 7 per cento di tutti gli studenti (il 4 per cento a rischio e il 3 per cento problematici), mentre fino al 2011 rappresentavano l’11 per cento (rispettivamente il 7 e 4 per cento). “Sono risultati molto positivi – ha detto Sabrina Molinaro, responsabile dello studio – merito da attribuire almeno in parte agli interventi di educazione al gioco e prevenzione della dipendenza da gioco portati avanti nelle scuole superiori. Gli istituti scolastici che hanno attuato interventi su questo specifico tema sono infatti aumentati dal 4 per cento del 2008 all’8 per cento nel 2011 e al 16 per cento nel 2014. Secondo lo studio sono piu’ attratti i maschi che le coetanee (49 per cento vs 30 per cento), con prevalenze che crescono in corrispondenza dell’eta’: scommettono soldi soprattutto i maggiorenni (43 per cento tra i 18enni e 46 per cento tra i 19enni), anche se ha giocato d’azzardo quasi un terzo dei 15enni, nonostante la legge italiana lo vieti ai minorenni. In testa si collocano i “gratta e vinci” (71 per cento), in diminuzione rispetto al 2012 quando a preferirli era il 77 per cento. “Attualmente sono ben 60 le tipologie, diversificate per prezzo e tipo di vincita, disponibili nei posti piu’ comuni e frequentati anche dai ragazzi, come i bar, gli autogrill, i supermercati o i distributori automatici installati presso i centri commerciali”, ha spiegato Molinaro. “In ordine di preferenza – ha continuato – seguono scommesse sportive (49 per cento), bingo e la tombola (33 per cento) e totocalcio (28 per cento).
Non mancano coloro che giocano a carte (24 per cento) e al video poker o slot (14 per cento). Circa tre quarti dei giovani ha speso non piu’ di 10 euro nel mese antecedente lo svolgimento dello studio, mentre il 18 per cento ha speso tra gli 11 e i 50 euro e l’8 per cento oltre 50 euro”. Dov’e’ possibile giocare? In generale, vanno per la maggiore bar/tabaccherie (44 per cento), sale scommesse (29 per cento): il 41 per cento di tutti gli studenti italiani abita a meno di 5 minuti a piedi da un luogo dove e’ possibile giocare, cosi’ come il 37 per cento frequenta una scuola altrettanto prossima.
Ma ben il 35 per cento gioca d’azzardo a casa propria o di amici e il 17 per cento on-line: nel 2013, erano il 9 per cento. “Si deve prestare particolare attenzione a questa ultima modalita’ piu’ a rischio – ha osservatoa Sabrina Molinaro – il gioco praticato in solitudine e in alcuni casi utilizzando un’identita’ falsa e una moneta virtuale, senza il controllo dei genitori, ne’ vincoli di orario, di spazio o di tempo”. Ma in che cosa si distinguono i giovani giocatori problematici? “Innanzitutto per le tipologie di gioco. Preferiscono in particolare scommesse sportive (83 per cento), totocalcio (54 per cento) ma anche scommettere su altri eventi (50 per cento), giocando a carte (49 per cento), a poker texano (48 per cento) e al Lotto/Superenalotto (39 per cento). E sono proprio i giochi a vincita immediata i preferiti dai giocatori problematici rispetto a quelli sociali, quali Lotto Istantaneo (40 vs 12 per cento) e VLT (45 vs 10 per cento)”, ha spiegato Molinaro. “I problematici, inoltre, preferiscono frequentare sale scommesse (51 per cento), sale giochi (30 per cento), bingo (13 per cento) e casino (10 per cento) e ben il 53 per cento gioca on-line. Altro aspetto che contraddistingue i giocatori problematici – ha concluso – e’ ovviamente, la spesa sostenuta: nel mese precedente lo svolgimento dello studio, uno ogni 4 ha speso oltre 50 euro, cifra spesa dall’1 per cento dei giocatori sociali. Una cifra importante considerata sia l’eta’ sia soprattutto che l’occupazione principale di questi giovani e’ quella di essere studenti”.

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