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Catania, sgominata la banda che chiedeva riscatti per le auto rubate: 19 arresti

Redazione

Catania, sgominata la banda che chiedeva riscatti per le auto rubate: 19 arresti

Mar, 24/03/2015 - 09:50

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CATANIA- Sgominata a Catania una banda specializzata nei furti e nella ricettazione di veicoli e nelle successive estorsioni ai danni dei proprietari con la formula del “cavallo di ritorno” per restituire i mezzi dietro il pagamento di un riscatto. Sono in tutto 19 i provvedimenti firmati dal Gip su richiesta della procura distrettuale ed eseguiti dai carabinieri. Le indagini che hanno preso spunto da una serie di “ritrovamenti miracolosi” di auto rubate da parte delle vittime: ben 1.200 i nel 2013 nel solo territorio di Gravina di Catania. I prezzi per rendere indietro le auto rubate variavano in base al modello, dai 150 ai 1.200 euro, raggiungendo per un giro d’affari stimato in 500mila euro l’anno. Indagate in stato di liberta’ ventisei persone. Tra queste figurano alcuni soggetti legati ad organizzazioni mafiose catanesi e anche 9 vittime che hanno negato di aver subito l’estorsione e che dovranno rispondere favoreggiamento personale.

Le indagini, avviate nel gennaio 2013 e concluse nell’agosto 2013, hanno riguardato una banda specializzata in furti e ricettazione di veicoli. Il gruppo criminale operava a Catania nel quartiere di Balatelle, zona San Giovanni Galermo, dvoe aveva una roccaforte, circondata da palazzi popolari, accessibili da un solo ingresso principale. Cio’ permetteva di controllare tutti i movimenti delle forze dell’ordine e mettersi al riparo. Le vittime dei furti andavano alla ricerca del contatto giusto proprio sotto i portici delle palazzine o in prossimita’ di un panificio dove avevano la possibilita’ di avvicinare intermediari. Per dare una parvenza di legittimita’ le auto venivano riconsegnate vicino al luogo del furto, in modo da rendere piu’ credibile la versione del ritrovamento casuale da parte del proprietario. Nel caso che l’estorsione non andasse a buon fine, il mezzo rubato veniva rivenduto o comunque sfruttato per ricavarne pezzi di ricambio da mettere sul mercato clandestino. Tra i complici, un elettrauto, che controllava e bonificava le autovetture possedute dagli indagati proprio per scongiurare eventuali attivita’ di intercettazione, e altri soggetti che provvedevano a fornire mezzi a noleggio da utilizzare durante le attivita’ criminose. Gli arrestati sono: Salvatore D’Angelo, 42 anni, Rosario Fallo di 25, Vittorio Benito Fiorenza di 34, David Giarruso di 38, Salvatore Gurrieri di 42, Raffaele Gianluca e Michael Magliuolo rispettivamente di 31 e 21, Antonio Marino di 25, Dario Masotta di 32, Giuseppe Monaco di 48, Danilo Musumeci di 24, Sebastiano Naceto di 49, Massimiliano Nicotra di 38, Filippo Ranieri di 32, Angelo Recca di 28, Antonio Santonocito di 48, Salvatore Sirigo di 36, Alfio Spina di 48 e Orazio Tenente di 21.

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