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Caltanissetta, Comitato Spontaneo Genitori Alunni Diversamente Abili: trasporto scolastico “alla Provincia è caos, siamo provati”

Redazione

Caltanissetta, Comitato Spontaneo Genitori Alunni Diversamente Abili: trasporto scolastico “alla Provincia è caos, siamo provati”

Sab, 04/10/2014 - 13:30

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1378395516CALTANISSETTA – Secondo quanto si rileva dagli atti reperibili presso il sito http://www.provincia.caltanissetta.it, nel mese di marzo dell’anno 2013 è stato stipulato il contratto d’appalto per il servizio di trasporto a favore degli alunni H frequentanti gli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado, tra l’allora Provincia Regionale di Caltanissetta e il Consorzio SOLCO ONLUS – rete di imprese sociali siciliane – con sede a Catania. Il relativo bando di gara prevedeva l’esecuzione del servizio per il periodo 01/03/2012 – 16/06/2013, con possibilità di estendere il servizio sino al 31/12/2014, previo reperimento delle risorse finanziarie occorrenti.

Con successivi atti deliberativi del Commissario Straordinario e del responsabile dei servizi finanziari dell’allora Provincia di Caltanissetta, nelle more degli effetti dei provvedimenti che la Regione Siciliana doveva adottare con riferimento alla riforma annunciata con L.R. n. 7/2013 recante “norme transitorie per l’istituzione dei liberi Consorzi Comunali” (definitivamente stabilizzata con la L.R. 8/2014 relativa all’istituzione dei liberi Consorzi Comunali e delle Città Metropolitane), venivano autorizzati gli ulteriori impegni di spesa finalizzati alla prosecuzione, tra gli altri, del servizio trasporto disabili fino al termine dell’anno scolastico 2013/2014 e comunque fino al 31.12.2014.
Nonostante il precedente anno scolastico sia finito a giugno scorso, oggi ci troviamo con il nuovo anno scolastico, 2014/2015, già iniziato ma senza alcuna prospettiva stabile in merito al corretto espletamento del servizio di trasporto in questione.
Oggi manifestiamo la nostra profonda indignazione per l’ennesimo grave disagio che siamo costretti a subire.
Come di consueto, siamo nella totale incertezza riguardo l’espletamento del servizio di che trattasi. Le scorse volte si è trattato di alcuni giorni di “slittamento”, giusto il tempo di trovare le coperture finanziarie necessarie ad assicurare la liquidità alle cooperative demandate al servizio
(anche se ci sarebbe da opinare in merito alla ragione per la quale si pensa a formare tali atti solo ad anno scolastico iniziato).
Questa volta la questione sembra più incerta del solito poiché le notizie che alcuni genitori hanno attinto presso gli uffici preposti della ex Provincia di Caltanissetta, ovvero presso le cooperative che curano materialmente il servizio, non restituiscono tempi certi circa l’inizio del servizio di trasporto, proprio a causa della mancanza di liquidità denunciata dallo stesso Commissario dell’Ente Locale.
In questa sorta di rimbalzo di competenze e responsabilità a farne le spese sono sempre e comunque gli alunni con disabilità e le rispettive famiglie le quali, per garantire la frequenza scolastica dei propri figli, sono costrette ad affrontare ulteriori sacrifici, trascurando spesso impegni di lavoro, con il conseguente aggravio di carattere economico.
Purtroppo non si è di fronte a realtà familiari dove tutti possono permettersi il lusso di accompagnare ogni giorno i propri figli a scuola, ovvero di incaricare terzi a farlo. Vi sono anche realtà nelle quali le difficoltà economiche con conseguente mancanza di adeguati mezzi di sostentamento, sommate alla presenza di gravi patologie, non consentono l’effettiva frequenza scolastica dei propri figli. Ecco che il servizio di trasporto, garantito per legge, diventa l’unica via possibile per attuare il diritto allo studio e l’inserimento sociale dei nostri figli.
Diritti costantemente compressi, limitati, impediti e/o a volte anche negati, nonostante ci si illuda di vivere in una società che a torto definiamo “civile”.
Ogni famiglia nel crescere i propri figli con disabilità si vede costretta a fare esperienze drammatiche nei rapporti con le istituzioni, pubbliche o private, per cercare di garantire agli stessi e a se stessa una vita meno grama sulla scorta di quei riferimenti normativi che le stesse Istituzioni, sempre più spesso, disattendono. Raramente si sono registrate eccezioni al quadro generale sopra descritto, di contro, spesso si è costretti a combattere vere e proprie guerre stellari per rivendicare solo degli elementari diritti.
E scarsa è anche la solidarietà di questa società che ignora i bisogni di una popolazione, quella che vive la disabilità, sempre più martoriata e sempre più maltrattata. Sono pochi i casi in cui le famiglie trovano conforto in persone sensibili e generose.
La situazione attuale mette in risalto lo stato di discriminazione che stanno vivendo le nostre famiglie, i cui figli frequentano le scuole superiori della Provincia di Caltanissetta. Ragazzi spesso multiproblematici che partono dall’entroterra del territorio provinciale fin dalle prime luci dell’alba nella speranza, sempre più remota, che ogni “barriera” possa essere superata grazie anche all’apporto di chi offre il proprio impegno, nei limiti delle rispettive attribuzioni, senza alcuna riserva. Tra questi, per esempio, possiamo annoverare quegli operatori del trasporto cui affidiamo giornalmente i nostri ragazzi; siamo loro riconoscenti per il gran lavoro e il rapporto che hanno instaurato, pur in condizioni economiche di grave precarietà. Oggi la causa dei nostri figli diventa, di riflesso, anche la causa degli operatori. Vorremmo poter dire lo stesso con riferimento alle Istituzioni preposte.
Il mancato inizio del servizio di trasporto in coincidenza con l’anno scolastico, la sua “momentanea” attivazione e l’eventuale ulteriore interruzione, che vorremmo tutti scongiurare, che conseguirà nell’immediatezza di questi giorni nel caso in cui l’ente provinciale non incasserà
dalla Regione Siciliana i 900.000 euro richiesti, ci spiega con chiarezza qual’è il grado di sensibilità delle istituzioni preposte rispetto ai bisogni dei nostri figli e delle nostre famiglie che vivono la disabilità.
Oltre alla palese violazione di una legge dello Stato il mancato espletamento del servizio, con tutto ciò che ne consegue, è l’ennesimo oltraggio alle persone che non hanno alcuna protezione sociale né politica. È un’azione di gravissima discriminazione che va contro i dettami della L.104/92 e contro la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Per tutto quanto detto, attendiamo fiduciosi, ma seriamente provati, l’immediata emissione dei necessari provvedimenti del caso, nella consapevolezza, da parte di chi scrive, di aver svolto fino in fondo, giorno per giorno, il gravoso compito di genitore in una famiglia “diversamente normale”.

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