Il Papa: “anch’io sono peccatore, mi confesso ogni 15 giorni”
Gio, 21/11/2013 - 01:41
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CITTÀ DEL VATICANO – “Anche il Papa e’ peccatore, il confessore sente le cose che io gli dico, mi consiglia e mi perdona”. Lo ha confidato Francesco nella catechesi in piazza San Pietro. “Tutti – ha spiegato il Pontefice – abbiamo bisogno di questo perdono”. “A volte – ha poi aggiunto – capita che dicano: mi confesso direttamente con Dio, ma e’ il sacramento che ti da’ la sicurezza del perdono”. “Tante persone oggi – ha poi osservato Francesco – non capiscono la dimensione ecclesiale del perdono, perche’ domina l’individualismo, il soggettivismo, e anche noi cristiani ne risentiamo”. “Certo – ha aggiunto – Dio perdona ogni peccatore pentito, personalmente, ma il cristiano e’ legato a Cristo, e Cristo e’ unito alla Chiesa”. Secondo il Papa, infatti, “per noi cristiani c’e’ un dono in piu’, e c’e’ anche un impegno in piu’: passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale”. “Ne siamo convinti? Come valorizziamo questo dono nel cammino della nostra vita?”, si e’ chiesto Bergoglio. “Dio – ha ricordato – perdona ogni uomo nella sua sovrana misericordia, ma Lui stesso ha voluto che quanti appartengono a Cristo e alla sua Chiesa, ricevano il perdono mediante i ministri della Comunita'”. “Anche il Papa si confessa ogni 15 giorni”, ha poi precisato. “Non dimentichiamo – ha infine esortato rivolto ai fedeli – che Dio non si stanca mai di perdonarci; mediante il ministero del sacerdote ci stringe in un nuovo abbraccio che ci rigenera e ci permette di rialzarci e riprendere di nuovo il cammino”. “Valorizzare gli innumerevoli benefici che la famiglia apporta alla crescita economica, sociale, culturale e morale dell’intera comunita’ umana”, ha poi ha affermato Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale, ricordando che “il 22 novembre prossimo sara’ inaugurato dalle Nazioni Unite l’Anno internazionale della Famiglia Rurale, volto anche a sottolineare che l’economia agricola e lo sviluppo rurale trovano nella famiglia un operatore rispettoso della creazione e attento alle necessita’ concrete”. Al termine dell’Udienza, Francesco ha trascorso circa un’ora tra gli infermi sul sagrato di piazza San Pietro. Erano presenti in particolare molti malati di fibrosi cistica. Non sono mancati momenti di tenerezza e commozione, specie quando il Papa ha abbracciato un bambino piccolo. Ma a colpire di piu’ sono stati i baci che Francesco ha scambiato con un uomo dal volto distrutto, come azzerato da un trauma o da una malattia che gli ha lasciato una conca vuota dove tutti abbiamo il naso, gli zigomi e la mascella.